Pavlos NERANTZIS*- Da Atene. Prendere o lasciare: democrazia sotto assedio

 

Da Atene*



PRENDERE O LASCIARE

Bruxelles dichiara guerra alla Grecia

La democrazia sotto assedio

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Ale­xis Tsi­pras non aveva altra scelta di fronte al ricatto «pren­dere o lasciare» dei cre­di­tori, se non quella di rivol­gersi ai greci. Il pre­mier greco, se dovesse accet­tare le pro­po­ste dei part­ner euro­pei, andrebbe con­tro il pro­gramma di governo, il «pro­gramma di Salo­nicco» e il man­dato popo­lare. Inol­tre — e que­sto ha inciso sulla deci­sione per il refe­ren­dum — avrebbe dato il suo con­senso a nuove misure restrit­tive, senza risol­vere la que­stione del debito. Il refe­ren­dum, idea che è sem­pre stata pre­sente, è una mossa di grande rischio poli­tico, che potrebbe indi­riz­zare il nego­ziato verso un com­pro­messo ono­re­vole (obiet­tivo del governo greco); oppure potrebbe por­tare la Gre­cia a un sta­tus di «default con­trol­lato» den­tro l’eurozona e un nuovo ricorso alle urne.

Nel primo caso la deci­sione del governo sarebbe parte delle trat­ta­tive; nel secondo, se i part­ner euro­pei chiu­des­sero le porte a Tsi­pras, Atene e tutta l’Unione euro­pea si diri­ge­reb­bero verso «acque sco­no­sciute». Tsi­pras di fronte all’autoritarismo politico-finanziario e le nuove misure rec­ces­sive pro­mosse dai neo­li­be­ri­sti euro­pei, ha rispo­sto pro­po­nendo la demo­cra­zia e la neces­sità di «un’altra Europa» della soli­da­rietà e dei diritti.

Chi ha seguito ora dopo ora il duro nego­ziato tra Atene e i suoi cre­di­tori, avrà scorto il chiaro ten­ta­tivo di umi­liare per­so­nal­mente Tsi­pras. Nono­stante le con­ces­sioni da parte di Atene, alcuni dei cre­di­tori si irri­gi­di­vano sem­pre di più, met­tendo nuove richie­ste sul tavolo delle trat­ta­tive. Negli ultimi giorni, sem­brava quasi che alcuni cre­di­tori (Lagarde, Schau­ble) voles­sero l’uscita della Gre­cia dall’eurozona, boi­cot­tando ogni ten­ta­tivo d’intesa.

Que­sta intran­si­genza ha finito per raf­for­zare quelle voci interne a Syriza che si schie­rano a favore di vie alter­na­tive di svi­luppo per il paese e l’uscita della Gre­cia dall’eurozona, met­tendo alla prova la com­pat­tezza del suo gruppo par­la­men­tare. Inol­tre, la posi­zione del Fmi ha fatto ina­sprire i «Greci indi­pen­denti», part­ner di governo pronti a votare con­tro l’eventuale intesa.
In que­sto ambito, secondo fonti gover­na­tive, a Bru­xel­les è stata presa la deci­sione per un refe­ren­dum sulla pro­po­sta dei cre­di­tori. Nella riu­nione nell’albergo della rap­pre­sen­tanza greca, erano pre­senti, oltre al pre­mier, il part­ner di governo e lea­der del par­tito di destra Anel, Panos Kam­me­nos, il vice-premier, Yan­nis Dra­ga­sa­kis, il mini­stro delle finanze, Yanis Varou­fa­kis, il por­ta­voce, Gabriel Sakel­la­ri­dis, il capo-gruppo della squa­dra greca di nego­ziato, Euclid Tsa­ka­lo­tos e il mini­stro Nikos Papas, brac­cio destro di Tsipras.(*ilmanifesto)

Autore: admin

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