Caterina BARONE- Genova. “Suq”, un Festival per il Dialogo

 

Da Genova



SUQ, UN FESTIVAL PER IL DIALOGO

Di scena, Pippo Delbono (nella foto), Sara Bertelà, Marco Baliani, Marta Cuscunà, Marco Martinelli, Michela La Fauci

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È per vocazione e storia all’insegna della condivisione Suq, il Festival teatro del dialogo, giunto al diciassettesimo anno, che si è svolto a Genova dal 13 al 24 giugno: un calendario fitto di eventi dal teatro, musica e danza agli incontri, workshop e mercato mediterraneo con le cucine dal mondo ecosuq. All’insegna del meltingpot culturale, per la musica si va dall’hip hop al tango argentino, dalle ballate curde e armene, ai canti africani; per la cultura del cibo agli showcooking sui cibi delle religioni e ai laboratori, si affiancano 13 cucine differenti; e poi, educazione ambientale e incontri su libri e temi d’attualità per allargare la visione a un panorama internazionale.

Punto di forza del festival è diventata negli anni la rassegna teatrale, con 8 titoli, 12 rappresentazioni, 4 palcoscenici, tra i quali la bella chiesa di San Pietro in Banchi, e la buona pratica dei biglietti sospesi, offerti da artigiani e ristoratori a cittadini in difficoltà, che ha permesso di allargare la platea anche a coloro che non possono permettersi una serata a teatro. Nutrire il corpo e lo spirito era il tema di questa edizione, con artisti e testi di spessore intellettuale e spirituale che hanno portato ciascuno un significativo contributo di pensiero e di impegno non solo artistico. Così tra gli altri, Marco Baliani, sul tema dello straniero visto attraverso Albert Camus; Marta Cuscunà, che racconta le rivendicazioni delle donne nel ‘500per dare slancio a una nuova lotta femminile; Sara Bertelà, con le Troiane di Euripide per denunciare le violenza della guerra; Marco Martinelli, autore di un testo sulla storia di CheickIbrahima Fall, mistico musulmano del Senegal; Carla Peirolero, che porta sulla scena la figura di Teresa d’Avila.

Tra gli appuntamenti più attesi, la performance di Pippo Delbono, impegnato in unospettacolo che va costruendo; non facile, come peraltro non lo sono mai i suoi lavori: una meditazione sul tema della religione, o meglio, delle religioni: Corano, Sutra del Loto, Bibbia, Vangelo sono i testi ai quali guarda per disegnare un suo personale cammino.

Coinvolge ed emoziona l’artista con quella sua voce duttile che trasmette sentimenti autentici e profondi. Accompagnato dall’arpa di Michela La Fauci, l’attore ha offerto al pubblico un reading di passi che ai testi sacri accosta scritti di laica spiritualità e che nella sua eterogeneità è percorso datematiche fondanti nella vita dell’uomo e nella relazione tra individui: tolleranza, accoglienza, condivisione, libertà, rispetto dei più deboli, condanna della violenza, come nelle pagine di Se questo è un uomo di Primo Levi, o anelito alla fede, come nella lirica di Fernando Pessoa a Nostra Signora delle lacrime.

In chiusura, il canto di Bobò, privo di parole ma carico di senso, vuol essere un invito alla fraternità.

 

 

Autore: admin

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