Luana BOMBARDI- Ravenna Festival. La danza post- punk di Michael Clark

 

Ravenna Festival


 

TRA CLASSISMO E INCESSANTE SPERIMENTAZIONE


Una serata di danza con il post-punk di Michael Clark, tra classicismo e incessante sperimentazione

 

*****

Una prima nazionale, in omaggio a un autore scozzese noto per il suo stile rigoroso e originale, maturato grazie alla passione per la ricerca e la sperimentazione più estrema, quanto indelebilmente segnato da una solida base d’ascendenza squisitamente accademica. E’ per una danza anticonvenzionale, per la sua stravaganza, per la sua estetica nutrita d’arti plastiche e visive che l’iconoclasta Michael Clark ha acquisito fama e credibilità ovunque.

Ma anche per la tecnica, classica e puntuale, sottesa a ogni suo lavoro e a ogni sua più ardita esibizione. Formatosi alla londinese Royal Ballet School, e poi componente del contemporaneo Ballet Rambert, Clark ha collaborato, a New York, con la statunitense ed eclettica Karole Armitage – ai tempi definita la “punk ballerina”, dalla rivista Vanity Fair. A metà anni Ottanta ha, quindi, fondato una propria compagnia, all’epoca particolarmente rappresentativa dei fermenti underground di Londra.

Appassionato di rock, fan di David Bowie, Iggy Pop, Lou Reed, artista d’avanguardia ed ex “punk prince” del teatro di danza, oggi colui che è stato l’enfant terrible della coreografia britannica ha assunto toni più pacati e la sua arte appare più contenuta, sofisticata, riflessiva. Come testimonia il trittico animal/ vegetable/ mineral, che, con il suo complesso – di eccellenti danzatori – Clark ha presentato sabato scorso, nell’ambito di Ravenna Festival, al Palazzo Mauro de André, in esclusiva per l’Italia.

Su uno sfondo cangiante, trascolorante dall’acquamarina all’azzurro, dal pervinca al magenta, il primo pezzo, commentato dalle note della band Scritti Politti, è demandato all’azione di danzatori in corti abiti neri che, con garbo e puntualità, in un’estrema nitidezza di linee e forme, si producono, a più riprese, nell’accurata e reiterata esecuzione di posizioni e movenze tipiche del balletto classico, come riflettendo sulla correttezza di un en dehors, un ronde de jambe, un port de bras, come volessero affinare le loro abilità tecnico-interpretative avvalendosi del supporto di invisibili sbarre.

Il secondo brano, scultoreo ed elettrizzante, concepito com’è sul sound dei Public Image Ltd e dei Sex Pistols, si affida invece a interpreti in aderenti tute di lycra, dai geometrici settori cromatici, che pongono nel massimo risalto il corpo di chi danza. Sorprendente la capacità di Clark di entrare, con il movimento, in perfetta sintonia con la musica, attraverso la ritmica incisività delle sequenze e l’essenzialità delle figurazioni, con pause e scansioni strutturali concepite in modo tale da evitare il pericolo di una caotica sovrapposizione di linguaggi.

Un’attenzione e una cura nel creare la tessitura coreografica rilevate, del resto, anche nel pezzo conclusivo della serata, su brani di Pulp e Relaxed Muscle, con i danzatori in aderenti tute fiammeggianti e poi optical, a righe, in bianco e nero, e maniche con frange. Anche qui la drammaturgia appare estremamente efficace e funzionale, grazie a una coreografia misurata, con qualche concessione a salti e veloci camminate, con un sapiente gioco luci e proiezioni video di immagini e scritte ingigantite, a rovescio, a scorrimento veloce, sullo sfondo; e con un suono, ad alta suggestione, che ben si armonizza e interagisce con l’azione danzante.

****

Ravenna  Palazzo Mauro de André

Mivìchael Clark Company

animal / vegetable / mineral

Coreografie Michael Clark   luci Charles Atlas costumi Stevie Stewart, Michael Clark  musiche di Scritti Politti, Public Image Ltd, Sex Pistols, Pulp e Relaxed Muscle commissionato da Barbican, Londram co-prodotto da Barbican di Londra, Michael Clark Company, Maison des Arts de Créteil, Théâtre de la Ville de Luxembourg, Tramway di Glasgow   Michael Clark Company è sostenuta da Arts Coucil England  prima italiana in esclusiva

Autore: admin

Condividi