Premi David Donatello 2015- “Anime nere” sbaraglia gli avversari (una nota di F. La Magna)

 

David di Donatello



“ANIME NERE” SBARAGLIA GLI AVVERSARI

Nove riconoscimenti al film di Francesco Munzi

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Trionfa Anime nere, che passò con successo di critica all’ultima Mostra di Venezia, vincendo quale miglior film e miglior regia (Francesco Munzi). prevale sui più ‘blasonati’ Nanni Moretti (Mia madre), Mario Martone (Il giovane favoloso) Saverio Costanzo (Hungry Hearts), Ermanno Olmi (Torneranno i prati). Il film, il primo girato nella Locride, vince 9 statuette, aveva ottenuto 16 candidature lo scorso 11 maggio. Ottiene il premio alla sceneggiatura che va a Maurizio Braucci, Munzi e Fabrizio Ruggirello, scomparso in dicembre a cui il regista lo dedica, alla fotografia, al montaggio (Cristiano Travaglioli), al miglior fonico di presa diretta (Stefano campus). E, ancora, miglior produttore a Luigi Musini per Cinemaundici e Paolo Del Brocco per Raicinema, la miglior canzone originale è Anime nere, interpretata da Massimo De lorenzo, musica e testi di Giuliano Taviani. E miglior colonna sonora ancora a Taviani.

 

La più felice è di certo Giulia Lazzarini, vincitrice del David di Donatello come miglior attrice non protagonista per Mia madre di Nanni Moretti. Doppietta con Margherita Buy, premiata come miglior attrice (nessuna attrice italiana ha vinto altrettanti David). Il più stupito è Carlo Buccirosso, che vince la statuetta come miglior attore non protagonista per Noi e la Giulia di Edoardo Leo il film che vince il David Giovani. Il più militante, Elio Germano, miglior attore per Il giovane favoloso di Martone, che ricorda l’associazione Artisti 6707 dopo che sul palco era stato citato l’Imae, e dedica il premio al teatro Valle «dove abbiamo girate delle scene del film al tempo dell’occupazione» e, tra gli altri al regista Nicola Rondolino, scomparso nel maggio 2013. Belluscone di Franco Maresco vince per il miglior documentario di lungometraggio. Birdman come miglior film straniero.(ansa)

– foto in alto, il Presidente Mattarella incontra Quentin Tarantino


Così, lo scorso anno, Franco La Magna aveva recensito per Inscenaonline il film di Munzi

-Alle faide familiari il cinema italiano da qualche tempo ci ha già abituato. Questa raccontata da Munzi (con un incipit che sembra volgere verso altre sponde e poi improvvisamente ripiega nel cuore nero d’un paesino dell’Aspromonte calabrese) è però la più inquietante e tenebrosa. Segnati dall’omicidio del padre pastore, avvenuto molti anni prima, tre fratelli si ritrovano a dover riaprire la faida apparentemente sopita con il clan rivale a causa della bravata d’uno di rampolli di famiglia, cresciuto nell’odio e assetato di sangue.

Finirà in tragedia con una “discutibile” auto eliminazione di uno dei due clan rivali. Singolare melodramma dalla chiusa imprevedibile, ben recitato e magistralmente ambientato ma non esente da ingenuità (la Bobulova moglie “comprensiva” del fratello “milanese adottivo” imprenditore, non è credibile). Atmosfera sapientemente cupa e tensione alle stelle. Presentato in concorso a Venezia, apprezzatissimo (forse anche troppo) da pubblico e critica del Lido. Tratto dall’omonimo romanzo di Gioacchino Chiarco edito da Rubettino.                                                                        Interpreti: Marco LeonardiPeppino MazzottaFabrizio FerracaneAnna Ferruzzo Barbora BobulovaGiuseppe FumoPasquale Romeo.


Autore: admin

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