Massimo FRANCHI- Il senso del Governo per il sostegno a reddito e lavoro

 

Jobs  Act*

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IL SENSO DEL GOVERNO PER IL SOSTEGNO A REDDITO E LAVORO

Si annunciano provvedimenti “sconvolgenti”- Poletti super-star

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Scher­zando ma non troppo si potrebbe soste­nere che col decreto dele­gato del Jobs act sulla cassa inte­gra­zione ieri sera dal con­si­glio dei mini­stri il governo ha lan­ciato la sua ver­sione di red­dito di cit­ta­di­nanza. Molto diversa, se non oppo­sta, a quella richie­sta a gran voce da oppo­si­zioni, movi­menti e Coa­li­zione sociale. All’articolo 8 viene infatti intro­dotto un nuovo stru­mento di «poli­ti­che attive del lavoro». È il «patto di ser­vi­zio per­so­na­liz­zato»: i lavo­ra­tori in Cig per più del 50% dell’orario per almeno un anno saranno «con­vo­cati dai cen­tri per l’impiego per la sti­pula». Si tratta con tutta evi­denza di lavori social­mente utili che ver­ranno richie­sti ai cas­sin­te­grati. Resta da capire quali. E soprat­tutto come e quanto ver­ranno pagati. Chi sarà in cig al 50% dovrà comun­que par­te­ci­pare atti­va­mente alla ricerca di una nuova occu­pa­zione: ribal­tando il prin­ci­pio della cassa inte­gra­zione che lega il lavo­ra­tore al suo posto.

Riman­gono 44 con­tratti e mezzo
Per il resto il con­si­glio dei mini­stri ha appro­vato defi­ni­ti­va­mente — e quindi diven­terà legge a giorni — il decreto sul rior­dino delle tipo­lo­gie con­trat­tuali. Ora è dun­que uffi­ciale: dei 46 con­tratti esi­stenti ne ver­ranno eli­mi­nati solo due. E se sull’associazione in par­te­ci­pa­zione l’abolizione è reale, sui coco­pro tanto strom­baz­zati da Renzi l’eliminazione è assai par­ziale. I coco­pro rimar­ranno per i lavo­ra­tori iscritti ad un albo pro­fes­sio­nale (dove sono usa­tis­simi per esem­pio nel gior­na­li­smo) e si esi­stano con­tratti col­let­tivi che li pre­ve­dono. In più anche la stretta che veniva chie­sta dai sin­da­cati — la tra­sfor­ma­zione in con­tratto a tempo inde­ter­mi­nato nel caso in cui un’impresa uti­lizzi più del 20 per cento di con­tratti a ter­mine — è stata deru­bri­cata in una multa.

Vocher allar­gati
Viene allar­gato l’uso del lavoro acces­so­rio — i buoni lavoro — che potrà essere uti­liz­zato in tutti i set­tori. Il tetto annuo per i vou­cher passa da 5.000 a 7.000 euro.

Appren­di­stato a 15 anni
Rispetto alla prima ver­sione il decreto con­tiene poi una nuova tipo­lo­gia di appren­di­stato sco­la­stico. Sul modello della pro­vin­cia di Bol­zano l’apprendimento sarà esteso anche ai 15enni (ora è pre­vi­sto solo dopo i 17 anni) e avrà durata di 4 anni (ora è di trien­nale). Deman­sio­na­mento e con­trolli a distanza
Varato defi­ni­ti­va­mente anche il decreto dele­gato sulle sem­pli­fi­ca­zioni che dà il via libera al deman­sio­na­mento e ai con­trolli a distanza sugli impianti uti­liz­zati dai lavo­ra­tori. L’impresa potrà comu­ni­care per iscritto ai dipen­denti la nuova man­sione infe­riore senza altra limi­ta­zione, se non la retri­bu­zione pre­ce­dente. Soli­da­rietà dopo la cig bonus-malus
Nel decreto sugli ammor­tiz­za­tori sociali si dà un con­ten­tino alla Fiom — che da sem­pre chiede di incen­ti­vare i con­tratti di soli­da­rietà. «La durata mas­sima della cassa inte­gra­zione viene fis­sata in 24 mesi, che pos­sono salire a 36 mesi con il ricorso alla soli­da­rietà. Men­tre viene con­fer­mato il bonus-malus per la nuova cig che viene ridotta a 24 mesi su 5 anni mobili (dal primo giorno di cig): le imprese che la uti­liz­ze­ranno avranno ali­quote più alte: +9% per i primi 12 mesi, +12% dai 12 ai 24 mesi e +15% dai 24 ai 36 mesi. «Per disin­cen­ti­varne l’uso», spiega Poletti. Ma l’alternativa sarà la delo­ca­liz­za­zione con chiu­sure e i licen­zia­menti. Con i risparmi sulla Cig, Poletti pro­mette di por­tare il Naspi a 24 mesi.

Mar­chette a chi salva le aziende
Le aziende in crisi che hanno una pro­spet­tiva di «rapida ces­sione» con un con­se­guente rias­sor­bi­mento occu­pa­zio­nale potranno bene­fi­ciare di un «bonus» di 6 mesi di cassa inte­gra­zione da finan­ziare con un fondo di 50 milioni per 3 anni. «Senza regole tra­spa­renti e chiare rischia di diven­tare una mar­chetta: il governo fa un regalo a chi salva un’azienda in dif­fi­coltà a carico degli altri lavo­ra­tori, visto che le risorse ver­ranno prese dal Fondo Occu­pa­zione del mini­stero», com­menta Guglielmo Loy, segre­ta­rio con­fe­de­rale della Uil.

Con­gedo paren­tale allar­gato
Una delle poche miglio­rie in fatto di wel­fare arriva con il rad­dop­pio del con­gedo paren­tale facol­ta­tivo, che pas­serà da 3 a 6 anni e da 8 a 12 anni di età del bam­bino per quello retri­buito al 30% e per quello non retri­buito, la cui durata resta comun­que di 6 mesi.

Agen­zia unica
Sor­pas­sati in extre­mis i pro­blemi di coper­ture e le dif­fi­denze dell’Inps, il governo ha varanto anche il decreto sull’agenzia unica di Ispet­to­rato del lavoro che unirà gli attuali 1.500 ispet­tori dell’Inps (che man­ter­ranno con­tratti migliori) con i 3mila del ministero.

“Asse­gno Ichino“
Dopo anni di attesa sem­bra diven­tare realtà il con­tratto di ricol­lo­ca­mento inven­tato dal pro­fes­sor Pie­tro Ichino: «un asse­gno di ricol­lo­ca­zione, nuovo stru­mento fina­liz­zato al fatto che se un lavo­ra­tore perde un lavoro dopo 6 mesi, è pos­si­bile che abbia un asse­gno che può essere usato per acqui­stare ser­vizi per ricol­lo­ca­mento», spiega Poletti. I soldi andranno alle agen­zie interinali (*ilmanifesto)

Autore: admin

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