Ansa- Da Cannes. Un Palmarès fatto in casa (vince il francese “Deephan” di J. Audiard)

 

Da Cannes

 

UN PALMARES FATTO IN CASA

Palma d’oro al francese Audiard per “Deephan”– Miglior attore Vincent Lindon- Migliore attrice: ex aequo a  Emmanelle Bercort e Rooney Mara

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l 68esimo Festival di Cannes premia la Francia. Ben tre sono state infatti le Palme (e le più importanti) assegnate ad altrettante pellicole francesi in gara (su 5). Migliore Attrice (Emmanuelle Bercot, ex aecquo con  Rooney Mara di Carol), Migliore Attore (Vincent Lindon) e poi la Palma d’Oro al miglior film, andata a Dheepan di Jacques Audiard. Mentre l’Italia, rappresentata in concorso dai tre registi Matteo Garrone (Il racconto dei racconti), Nanni Moretti (Mia Madre) e Paolo Sorrentino (Youth – La giovinezza) torna a casa a mani vuote. Già dal pomeriggio erano iniziati a circolare sulla Croisette dei rumors negativi per l’Italia, ma solo sul red carpet si è avuta la deludente conferma: le uniche connazionali a sfilare sul tappeto rosso sono state Valeria Golino e Valeria Bruni Tedeschi, che hanno assegnato i premi durante la cerimonia. Oltre a star come Laetitia Casta e Michelle Rodriguez, e ai membri (assai glamour) della giuria di quest’anno, presieduta dai fratelli Coen.

LA CERIMONIA E I VINCITORI – Dopo un prologo musicale e coreografico (lo si era detto che la cerimonia di quest’anno sarebbe stata un vero e proprio show), fa il suo ingresso l’attore americano John C. Reilly, che prima sorprende tutti intonando Just a Gigolò e poi annuncia il primo premio della serata, la Camera d’Or (opera prima), assegnata a La tierra y la sombra di César Augusto Acevedo.

Dalle mani emozionate di Jane Birkin, la regista (e molte altre cose) Agnès Varda – «Una piccola donna, un soldato, una combattente» – riceve la Palma d’oro alla carriera. Che dedica a tutti quei registi «che realizzano film originali». Ed emoziona poi il Palais con l’omaggio al marito (e regista) Jacques Demy, scomparso nel 1990: «No, non potrei mai vivere senza te: virtualmente la mia vita continuo a condividerla con te».

Il miglior soggetto va invece al messicano Michel Franco per Chronic, ad assegnare il premio è Valeria Bruni Tedeschi. Poi è la volta della migliore interpretazione femminile: a sorpresa, vincono ex aequo Rooney Mara per Carol (a dispetto dei pronostici che davano per favorita la sua partner Cate Blanchett) e la francese Emannuelle Bercot per Mon Roi. A ritirare il premio c’è solo la Bercot, che quest’anno, da regista, ha anche inaugurato la kermesse con la pellicola fuori concorso La tete haute. Vincent Lindon, protagonista «disoccupato» di Loi du marchè, vince invece il premio per la migliore interpretazione maschile.
Il premio della Giuria se lo aggiudica il greco The Lobster, mentre la Regia va al taiwanese Hou Hsiao-Hsien per The Assassin. Il super favorito Figlio di Saul, dell’ungherese Lazlo Nemes, al suo primo lungometraggio, si aggiudica il Grand Prix, la «medaglia d’argento» del Festival di Cannes. La Palma d’Oro, infine, va a Jacques Audiard, per Dheepan, la storia di un ex combattente che lascia l’Indonesia e va a vivere in Francia, dove trova lavoro in un cimitero. Che dire?Tre Palme per  il cinema francese  posson bastare.(ansa\vanityfair)

Autore: admin

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