Maria LOMBARDO – Da Cannes. Sorrentino “Dedico il mio film a Francesco Rosi”

 

Da Cannes*


SORRENTINO “DEDICO IL MIO FILM A FRANCESCO ROLSI”

Incontro con il regista premio Oscar a fine proiezione di “The Youth”.

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MadalinaGhenea che sulla Montéedesmarches scatena i flash, nel film di Paolo Sorrentino “The Youth- La giovinezza”, in concorso, ci mette solo il suo corpo statuario che appare nudo in una scena in cui, ospite nello stesso hotel in cui risiedono due anziani amici artisti, s’immerge nella piscina. La bella modella rumena ammette: “Sono stata chiamata solo per quella scena di nudo, non sapevo se accettarema ho deciso di sì perché quella scena indical’idealizzazione della bellezza ”. La giovinezza è lontana per i due anziani artisti (regista uno,musicista l’altro) interpretati da Harvey Keitel e Michael Caine.

Grandissima l’attesa al festival per la nuova opera del nostro regista premio Oscar per “La Grande bellezza”. Applauditi con calore l’opera e, in particolare, l’attore inglese del quale Sorrentino dice: “Ho pensato subito a Caine.Se non avesse accettato, mi sarei fermato”. Ma non è corale il consenso per il film (coproduzione Italia con Indigo e Medusa – Francia-Regno Unito-Svizzera, già in sala, distribuzione Medusa)che con le opere di Moretti e Garrone forma il tris italiano per la Palma (per “Mia madre” più chances). Sorrentinoavvincee fa riflettere sul tema di come guardare al futuro quando si è avanti negli anni.

Keitel nel film guarda con un canocchiale al contrario: quel che appare lontano è il passato.Se Fred (Caine) ha deciso di fare il pensionato e di non volerne più sapere di comporre o di salire sul podio, Mick invece vuole fare il suo film dove figura chiave è Brenda Morel (Jane Fonda) un’attrice di cui da giovani erano invaghiti sia lui che Fred.  Nel cast anche RachelWeisz (Lenafiglia di Fred), Paul Dano (Jimmy), un attore ossessionato dal un suo personaggio. Fra gli ospiti dell’hotel anche un grasso e anziano calciatore (Maradona) interpretato daRoly Serrano, ossessionato dal passato successo. L’hotel nelle montagne svizzere è un ritiro dorato, per ricchi: si fanno check-up, massaggi e passeggiate nel verde.

Michael Caine sprizza humour anche in conferenza stampa. Nel filmla regina Elisabetta cerca di far convincere il musicista a tornare sul podio. “Ho incontrato una volta la sovrana. Mi ha detto “sono convintache lei ha da tanto”  e io “grazie, anche lei”. E Caine scoppia a ridere.  E, l’altro mostro sacro,Jane Fonda, 78 anni: “ C’è qualcosa di vulnerabile nel mio personaggio, una donna anziana che si nasconde dietro il maquillage. E’ stato un ruolo divertente”.

Ma la parola al regista.

– Sorrentino come mai questo tema?

“E’ il solo tema abbordabile, quello del tempo che passa. Mi appassionaval’idea di raccontareil futuro come occasione di libertà: appartiene all’essere giovani ma proiettarsi nel futuro aiuta a mantenere agli anziani uno sguardo di gioventù”.

–       Si parla di musica classica e cinema come didue arti che stanno scomparendo.

”Sono due forme di bellezza che non scompariranno, sirinnovano”.

-Uno sguardo maschile sul senso del tempo?

“Non penso. La storia ruota attorno a qualcuno che non c’è più, Melanie, la moglie di Michael Caine. Avendo lui scritto della musica per lei, ora che lei è scomparsa non vuole più dirigere”.

–       Sorrentino, ha pensato a Thomas Mann?

“No non ci ho pensato, anche se Mann in quell’albergo ci ha scritto “La Montagna incantata”. Il titolo indica il rapporto col futuro e con la gioventù. I due anziani che guardano la bella donna nuda è un’immagine che mi fa piangere e spero faccia piangere gli spettatori”.

–       Perché la dedica a Francesco Rosi?

“E’ uno dei più grandi registi. Una volta che lo andai a trovare,parlava con un vecchio amico di una ragazza di cui erano stati fidanzati da giovani prima l’uno e poi l’altro.  Gli sono debitore di questa idea per la sceneggiatura”.

– Perché ha scelto di girare in lingua inglese?

“Non c’è niente di male, non sono furbate commerciali. Attori ei registi sono bravi a prescindere dal paese d’appartenenza”.

-E’ un film che commuove. Come è arrivato a questo tipo di storia?

“A commuovere e far ridere ci provo sempre, non sempre ci riesco. Provavo a commuovere anche con “Il Divo” se è per questo”.

–       Il rapporto con i suoi figli l’ha ispirata per il personaggio di Fred e di sua figlia?

–       “Sì, anche se non so quanto interessi la mia biografia. E’ un film che riguarda anche l’amore per i figli i quali dimenticano le cose fatte per loro”.

– E c’è anche parecchio humour.

“Michael Caine mi ha detto in una delle prime riunioni: “Io per una battuta sono pronto a uccidere””.

– Jane Fonda dice a Keitel nel film che la tv sta soppiantando il cinema. Lei che sta preparando una serie tv sul Vaticano, è d’accordo?

“Jane dice una cosa banalissima ma non è il mio pensiero. Se si lascia a un autore la libertà, si può fare anche un buon film per la tv”.

– Keitel nel film si suicida quando Jane Fonda rifiuta il ruolo. Il suicidio del regista come lo spiega?

“Caine ha uno sguardo amorevole e distaccato rispetto alle cose. Keitel è la passione per antonomasia, tutto è questione di vita o di morte. Per un regista può diventare vera ossessione fare un film. Io tenderei verso Keitel ma lavoro per andare verso Caine”.

(la sicilia.it)

Autore: admin

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