Francesco NICOLOSI FAZIO- Un bel da fare, cinema (Anteprima a Catania.Note sul recente film di Alessandro De Robilant)

 

Il mestiere del critico



UN BEL DA FARE, CINEMA

Note su “Mauro c’ha da fare”, un film di Alessandro De Robilant (in anteprima a Catania)

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Argento vivo. Una volta si chiamava così il mercurio. Desueto anche il detto: “Ha l’argento vivo addosso”, di quando un ragazzo non stava mai fermo. Come il protagonista della vicenda che è sempre in procinto di… Ma il mercurio è anche un velenoso metallo pesante. Pesante come la realtà odierna. Una realtà indefinita ed indefinibile, anche lucente di false luci, a volte abbagliante. Forse il metallo liquido la rappresenta alla perfezione: una realtà fluida, pesante e tossica. Ecco che il film di De Robilant riesce nell’impossibile: dare un “fermo immagine” di questo continuo divenire della odierna realtà globale. Urge la trama.

Giovane bi-laureato catanese (economia e filosofia!) tenta ripetutamente un concorso universitario, sempre ingiustamente superato da qualche raccomandato. L’insuccesso e le sue stranezze lo allontanano dalla  storica fidanzata e dalle donne in genere. Rifiuta i lavori procurati dal padre o si fa subito licenziare. Campicchia con lezioni di economia e filosofia a studenti irrecuperabili. Sfoga la sua insoddisfazione rivolgendola contro le persone a lui vicine: dai genitori, alla cameriera, passando per la ex fidanzata, nel frattempo messa incinta da un avvocato milanese, con cui convive. Il finale a sorpresa consentirà al dottore di raggiungere il suo sogno/fissazione: la coltivazione di piselli su scala planetaria.

Dalla trama non si evince un particolare non trascurabile: si ride tantissimo. I personaggi incarnano tutte le paranoie della odierna società occidentale: il successo, il salutismo, la forma fisica, il denaro come fine, lo scendere a patti con la dignità, la mancanza di modelli positivi; diventando tutti delle marionette che si riflettono nel protagonista, che eccede in ogni aspetto negativo. Ma il tutto con estrema leggerezza ed una costante allegria non spensierata, segnata invece da una capacità di sintesi che difficilmente si riesce a trovare nel cinema di oggi. Una pellicola che orgogliosamente offre un ritmo ed una crescendo da opera lirica, portando lo spettatore in un turbinio di eventi assurdi e molto probabili, che affondano nella realtà odierna. Senza bisogno di effetti speciali o eventi paranormali. Emblematica la vicenda degli amici che perdono la casa per colpa della banca: il protagonista si vendica con la persona sbagliata. Come dire che oggi del dolore dell’umanità non paga mai nessuno.

Un cast dalla bravura stellare (perfetto cammeo di Pirracchio), splendidamente diretto da De Robilant, con un poderoso Ferreri che conferma la sua completezza attoriale forte di un curriculum di livello nazionale. Altrettanto bravi tutti gli altri, con un particolare omaggio a Evelyn Famà, bella, brava e con una splendida gestione dei tempi e delle pause, sottolineate dalla sua straordinaria espressività.

Un gran bel film da vedere e magari da rivedere per meglio apprezzare; un film da far girare per l’Italia intera e pure all’estero, dove potrebbe benissimo rappresentare l’Italia di oggi, anche perché la Catania rappresentata è splendidamente anonima e senza alcuna concessione al folklore. Un bel film decoroso anche nel dettaglio.

Una ardua missione splendidamente compiuta.

Bravi! Ancora! Forza!

Autore: admin

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