Fulvia CAPRARA*- Dorme sulla collina. Manoel de Oliveira, regista, scrittore, sceneggiatore

 

Dorme sulla collina*

 

 

MANOEL DE OLIVEIRA

 

Regista, scrittore, sceneggiatore

 

***

 

Da tempo ci si era abituati a pensare che Manoel de Oliveira sarebbe rimasto eternamente in vita, impegnato a creare, uno dopo l’altro, i suoi film gioiello, affascinanti, ironici, misteriosi e, con il passare del tempo, sempre più vitali e contemporanei, come se a firmarli fosse stato un giovane autore invece del grande maestro, nato nel 1908 a Porto, in Portogallo,.

 

Cresciuto in una famiglia di industriali, De Oliveira prese presto le distanze dall’ambiente della sua giovinezza, dagli studi, iniziati e velocemente abbandonati, nel collegio di Gesuiti in Galizia, e poi, più tardi, dal regime salazarista che lo spinse ad abbandonare il suo Paese. Il suo primo lungometraggio (dopo una lunga esperienza nel campo del documentario) «Aniki Bobò», del 1942, aveva un impianto neorealista, ma dopo, nell’arco della lunghissima carriera, oltre 50 film in 80 anni, De Oliveira aveva costruito un suo personalissimo mondo cinematografico, fortemente pittorico, legato a suggestioni religiose, teatrali e letterarie come in «Le soulier de satin», tratto dal poema di Claudel, durata 7 ore. Nel 1972 diede il via, con «Passato e presente» alla tetralogia degli amori infelici, ambientati su sfondi borghesi in cui le due forze del potere e della passione si contrappongono in un conflitto inesauribile. L’ultimo titolo di questa serie, «Francisca», del 1981, è considerato uno dei suoi più splendenti capolavori.

 

Con il tempo, con gli omaggi, e con i premi ricevuti in tutti i festival internazionali (alla Mostra di Venezia nel ‘91 aveva guadagnato il Premio speciale della Giuria con «La Divina Commedia»), le sue opere avevano acquistato sempre più humour e asciuttezza, senza perdere la profondità della dimensione filosofica. Per festeggiare il suo compleanno numero 106 aveva girato un corto, «Il vecchio di Restello», proiettato all’ultima Mostra di Venezia. Le star hanno sempre fatto a gara per lavorare con Manoel de Oliveira, da da Marcello Mastroianni, protagonista di «Viaggio all’inizio del mondo», a Michel Piccoli, straordinario interprete di «Je rentre a la maison», da Catherine Deneuve a John Malkovich diretti dal Maestro, insieme a Irene Papas e a Stefania Sandrelli, in «Un film parlato».

 

Le apparizioni di Manoel de Oliveira, al Lido di Venezia e sulla scalinata del Palais durante il Festival di Cannes, erano sempre salutate come evento irrinunciabile, capace di rendere, con quell’unica presenza, valido e credibile il cartellone di un’intera rassegna. Panama bianco, passo lieve, modi da eterno gentiluomo, sempre attratto dall’universo femminile, de Oliveira continuerà ad essere presente e vivo nella storia del cinema mondiale, anche adesso che la sua tenacissima luce si è spenta, lasciando un’ eredità artistica ineguagliabile. (*ansa\la stampa)

Autore: admin

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