Franco LA MAGNA- Cinema, Recensioni brevi (“L’ultimo lupo”, “Lettere da uno sconosciuto”)

 

Cinema    Recensioni brevi

 

 

DUE FILM RECENTI

 

Locandina L'ultimo lupo

L’ultimo lupo (2014) di Jean Jeacques Annaud. Esaltazione di una vita agreste e selvaggia, nella sterminata Cina agricola del 1969 al tempo della Rivoluzione Culturale (come l’ultima opera di Yimou) dove una natura incontaminata – violenta e meravigliosa – regola esistenze e destini umani del tutto indifferente ai martellanti indottrinamenti rivoluzionari. Sembra questa la verità “nascosta” dell’ultimo, epico, racconto di Annaud su lupi e uomini, ma gli eccessivi motteggiamenti morali del “saggio” del villaggio e la scontata “conversione” del giovane studente, inviato ad educare i pastori mongoli ai dettami del pensiero unico del regime comunista a sua volta affascinato dalla misteriose creature ululanti e dal rapporto tra queste e i fieri abitanti di quelle lande sconfinate, sanno troppo di retorica e tolgono alla storia ogni impennata di originalità. Belle immagini e grande perizia tecnica per un film franco-cinese costato la non indifferente cifra di 40 milioni di dollari.

 

Lettere di uno sconosciuto (2014) di Zhang Yimou. Alle lunghe assenze dal grande schermo il cinese Yimou ci ha da tempo abituati. Crisi di creatività o pausa di riflessione o che dir si voglia, il grande cineasta rientra ora – dopo oltre cinque anni di silenzio – nel circuito internazionale (da dove più volte è tornato onusto di premi e riconoscimenti) con un mélo intimista e struggente che, nemmeno troppo sotto traccia, lancia un j’accuse contro la propaganda e le epurazioni della Rivoluzione Culturale marca Mao Zedong, che tanti inneggianti seguaci fece anche (in quegli anni di ribellismo giovanile) nel lontano Occidente. Ricordi (non tanto vagamente autobiografici) s’incuneano in quest’ultima opera di Yimou, devastazione psichica d’un piccolo nucleo familiare i cui tre componenti non troveranno mai più requie (tra placida follia, incancellabili sensi di colpa e coatta accettazione d’una realtà alterata), anche dopo la morte del venerato Mao e l’inizio d’una fase “liberal” per la riabilitazione dei dissidenti. Riappare anche Gong Li, per anni anche compagna nella vita del regista. Commovente fino alla lacrime, ma meravigliosamente elegante come del resto tutta la produzione di questo raffinatissimo regista della Repubblica Popolare dal sempre più sbiadito sole rosso.                                                                                  Interpreti: Daoming ChenGong LiZhang HuiwenGuo TaoPeiqi LiuZu FengNi Yan

Autore: admin

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