Monisca SCHIRRU- ‘Tomberu’ ad oltranza (“Don Giovanni” secondo Filippo Timi di scena a Torino e Roma)

 

Lo spettatore accorto

 

‘TOMBEUR’ AD OLTRANZA

foto Anthony Favazza

“Don Giovanni-Vivere è un abuso, mai un diritto”

di e con Filippo Timi

E con Umberto Petranca, Alexandre Styker, Marina Rocco, Elena Lietti, Lucia Mascino, Roberto Laureri, Matteo De Blasio, Fulvio Accogli

regia e scena Filippo Timi  luci Gigi Saccomandi   costumi Fabio Zambernardi   suono Beppe Pellicciari

Prod.Teatro Franco Parenti – Teatro Stabile dell’Umbria- Di scena al Carignano di Torino e all’Argentina di Roma

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E’ un caleidoscopio di stimoli visivi e sonori, un trionfo di registri stilistici diversi, un’alternanza di trash, pop e rimandi colti. “Don Giovanni” di e con Filippo Timi è un lavoro bizzarro, stravagante, straripante di intuizioni raffinate  e banalità triviali, elementi lirici e dettagli kitsch. Che dall’inizio alla fine mantiene però – nitida e costante –  la sua cifra stilistica: il gusto per l’eccesso.  Sfrontato, irreverente, dissacrante.

Questa rilettura  del  testo secentesco di Molière trasforma il celebre tombeur de femmes in un uomo che vive il vizio e la lussuria come un nuovo codice etico  ed estetico, senza riserve.  E il valletto Leporello, smaccatamente gay in un costume di tulle verde salvia, è la figura che lo affianca nella testimonianza di questa filosofia di vita.  Don Giovanni abusa della vita proprio attraverso l’abuso di vite altrui, ben consapevole che il suo sarà un percorso che lo porterà alla morte e alla dissoluzione. Alla fine verrà infatti divorato dalle donne che ha sedotto, come in un perverso rito antropofago che ricorda Orfeo e le Baccanti.

La scenografia – sempre firmata Timi – è sfolgorante,  in linea  con la sua viscerale simpatia per l’esagerazione:  quinte dorate traslucide capitonné, luminosi pavimenti di piastrelle a led, riproduzioni di affreschi dal tratto michelangiolesco, squisite citazioni cinematografiche da “Arancia meccanica” di Stanley Kubrick  e “Marie Antoinette” di Sofia Coppola.

Stupefacenti i costumi di Fabio Zambernardi: ingegnose rivisitazioni di abiti ottocenteschi in chiave dark,  glam e fetish con qualche spassosa incursione  nello stile Capodimonte.

Molto alta  la qualità interpretativa di Timi – bravissimo e carismatico – e dei suoi attori, tra cui spicca Umberto Petranca ( il valletto Leporello) e Marina Rocco ( la contadinella Zerlina).

Autore: admin

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