Mino ARGENTIERI- Lettere da “Cinemasessanta”. Il lungo silenzio della Costituzione…


Lettere da Cinemasessanta

 

IL LUNGO SILENZIO SULLA COSTITUZIONE

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E’ in corso lo smantellamento della Costituzione repubblicana, approvata nel 1947-8, almeno in alcune sue parti fondamentali che definiscono l’assetto istituzionale di una repubblica nata parlamentare e fondata sul sistema proporzionale in cui non sono previsti premi di maggioranza e sbarramenti di sorta. Non sono sciocchezze e già da tempo, violando la legge suprema alla nazione, sono state introdotte revisioni e modifiche sostanziali che tendevano a mutare la nostra democrazia. Ora si sta andando oltre ogni limite, si ha in animo di concedere al governo poteri assoluti, circoscrivere il confronto elettorale  a due partiti, sfoltire numericamente l’opposizione e attribuirne funzioni di testimonianza, eliminare garanzie e istituti di controllo, subordinare e sottomettere qualsiasi forza politica dissenziente.

C’è già chi paventa l’avvento di una “democratura”, termine inventato da alcuni politologi per definire il profilo politico della Russia di Putin. Se ne parla, ma non in televisione, dove persino La7, la rete specializzata in talk show, elude sistematicamente il tema, chiunque siano i conduttori delle varie trasmissioni di attualità. Questo è un vero scandalo, è censura nei confronti dei numerosi costituzionalisti che potrebbero misurarsi e avvicinarsi alla verità su quel che di radicale e grave si sta preparando, tenendo all’oscuro milioni di italiani che hanno diritto a essere informati sullo sconvolgimento costituzionale in fase di accelerata  gestazione. Sorge un sospetto: non c’è sottovalutazione del problema, anche sotto il profilo giornalistico, ma complicità con quanti non hanno interesse a coinvolgere le moltitudini in un dibattito sulle nostre libertà. Tanto i lauti stipendi alla Rai, aLa7 e a Mediaset corrono lo stesso e compensano anche i silenzi.

I BAMBINI GIOCANO ALLA POLITICA

In Di martedi, la nuova trasmissione di Giovanni Floris, c’è una “striscia” obbligatoria e tristanzuola nel suo squallore. Ne sono protagonisti bambini, più o meno piccoli, a cui si pongono quesiti sulla conoscenza di personaggi politici o di situazioni proprie del mondo politico. Gli interpellati rispondono come possono a domande lontane mille miglia dal loro universo e dal proprio immaginario. La pena affiora nel constatare che i poveri innocenti, rispondendo, riferiscono approssimativamente e penosamentequel che hanno sentito dire in casa, dal padre, dai fratelli maggiori o dalla mamma, ma soprattutto le repliche risentono del chiacchiericcio televisivo, dei luoghi comuni e delle etichettature appresi stando dinanzi al video. Ti cadono le braccia a sentire tanti sciocchi orecchiamenti e vien di dire: lasciate in pace i nostri figli e nipoti. Non bastano i fiumi di idiozia distribuiti ventiquattro ore su ventiquattro al pubblico degli adulti?

UNA NUOVA CONTRORIFORMA DELLA TV

Sarebbe in cantiere una riforma (o controriforma) della Tv pubblica, i cui lineamenti generali, nel momento in cui scriviamo, sono vaghi se non oscuri o ambivalenti. Staremo a vedere e ne discuteremo.

Ma una inclinazione sembra certa: non saranno previste misure antimonopolistiche nel settore della comunicazione audiovisiva, si tenterà di concentrare tutti poteri nella figura di un direttore generale “ghe pensi mi”, di nomina governativa. Un mostriciattolo in nulla dissimile dal progetto di sotterramento della Costituzione. Ma unadifferenza comunque permane: se la Carta costituzionale del dopoguerra un po’ di spirito democratico lo conteneva, la gestione del servizio pubblico non è mai stata esemplare.

Autore: admin

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