Maria LOMBARDO – Un’altra Gomorra (“French Connection”, un film di Cedric Jimenez)


Lo spettatore accorto*


UN’ ALTRA GOMORRA

 


“French connection” Un film di Cedric Jimenez. Con Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Céline Sallette, Mélanie Doutey, Benoît Magimel.

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Chiamamola pure Gomorra francese degli anni ’70. Marsiglia capitale dell’industria della droga, del racket dei locali e delle sale da gioco. Il protagonista di questa storia, il giudice Pierre Michel, chiamato “il Falcone francese”,è realmente esistito ed ha collaborato con il nostro Giovanni Falcone. La sua lotta contro il mercato della droga a Marsiglia produsse fino al 1981, anno in cui fu assassinato, lo smantellamento di sei laboratori di trasformazione dell’eroina e l’arresto di 70 trafficanti. La “French connection” del titolo non è un’ invenzione.

L’ambientazione è perfetta (auto, cravatte, abiti, arredamenti: tutto è rigorosamente anni Settanta), Marsiglia è splendente di sole e di mare ma intrinsecamente malata, governata da un sindaco come Gaston Defferre(in sella per 25 anni che è tutto dire) con un indisturbato (fino a prima di Pierre Michel) boss dei boss che si chiama Zampa e viene da Napoli. L’industria  del crimine oggi non è molto diversa. Si è solo industrializzata e globalizzata. MaMichel riesce già allora a mettere in luce i rapporti con gli Usa dove i boss siciliani comandano.

Una certa nostalgia – sottolineata dalle musiche – per un’epoca in cui boss e poliziotti si guardavano negli occhi. La narrazione qui è imperniata sulla contrapposizione tra i due capi: uno difende la legge, l’altro il crimine. Determinato l’uno, spietato e altrettanto irriducibile l’altro, i due “eroi” sono circondati da collaboratori anche infidi. Come sempre. C’è qualcosa di romantico in questa sfida. E non a caso il regista ha scelto per interpretare Zampa  Gilles Lelouche, per il giudice Michel Jean Dujardin (Oscar per “The artist”) sfruttando la loro somiglianza fisica.

Una sottile ironia alla francese s’insinua qua e là in un film d’azione, drammatico e avvincente. Michel e Zampa hanno anche una vita familiare e c’è una giusta attenzione anche per questa.

Il duello tra i due coraggiosicapi ha dei momenti intimistici. E’ un polar francese e ha una precisa cifra stilistica che è quella del regista Cédric Jimenez.

Solitudine del boss e solitudine del giudice. “Bang bang” canzone dell’epoca cantata da Dalida è la colonna sonora della fine.  In evidenza anche le connessioni tra malavita e politica. Gran bel film. (*lasicilia 27.3.2015)

Autore: admin

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