Francesco NICOLOSI FAZIO- Degrado urbano. Una legge per San Berillo



Indecoroso*



UNA LEGGE PER  BERILLO

A Catania, ‘pulizia etnica’ in uno dei quartieri storici più degradati  (e urbanisticamente ‘spolpati’)

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Atterrando a Catania qualche forestiero chiede: “Ma avete ancora i danni dei bombardamenti?” Poi arrivati  sul posto  chiedono: “Ma come è possibile tutto ciò?” Il nostro silenzio è l’unica risposta. Ma anche alcuni giovani catanesi pensano che i grandi vuoti di San Berillo siano opera della guerra. In fondo non vanno tanto  lontano dal vero, anche perché lo sventramento di San Berillo è cronologicamente più  vicino alla guerra (15 anni) che ai nostri giorni (50 anni). Ma anche concettualmente l’intervento fa pensare alla guerra. Come ha rappresentato artisticamente l’amico Mimmo Trischitta si è trattata di una vera e propria “pulizia etnica”, con l’aggravante dell’incompiuta.

Recentemente il giornale “La Sicilia” ha riportato il progetto dei verdi su San Berillo. Se verrà realizzato i forestieri potranno pensare di giungere a New York e che quello che sarà realizzato è un nuovo “Central Park”. L’idea non è da buttare, soltanto che a New York esistono i grattacieli di altezza media di 100 metri. Qualunque progetto, se equilibrato sarà il benvenuto, purchè abbia il dono della logica e della trasparenza. E dopo un ampio ed “alto” dibattito. Anche per risolvere le problematiche tecniche ed amministrative che non possono essere risolte con mezzi poco idonei. Ricordo sull’argomento una delibera commissariale con poteri della giunta.

Ribadisco un concetto che ha già avuto spazio sul giornale La Sicilia: per raggiungere qualunque obbiettivo nella nostra realtà bisogna alzare il livello. Staccarsi dal vischio (o peggio!) che blocca la politica attuale con diatribe meno che sterili, che stordiscono per l’assoluta afonia di alcuni interpreti, spesso anche su tanti argomenti pure urgentissimi.

Per San Berillo la soluzione di altissimo livello politico è quella che, per il tema urbanistico, è la massima che si può raggiungere: l’Assemblea Regionale Siciliana; il nostro secolare (e secolarizzato) parlamento regionale. Solo una legge regionale potrà sancire e garantire gli interessi di tutti i cittadini. Con la certezza di una trasparenza da 100 diottrie.

Con una legge regionale si possono risolvere i seguenti problemi:

–          La ricostruzione mediante doveroso recupero delle volumetrie;

–          La ininfluenza di tali volumetrie all’interno del nuovo P.R.G.

–          I diritti dei proprietari, mediante vera perequazione;

–          Il rispetto dei parametri urbanistici (“standards”mi suona parola ambigua).

In una città, che oltre a quella di San Berillo, ha subito negli ultimi quaranta anni un’altra “pulizia etnica”, determinata dall’abbandono della città da parte della piccola borghesia, che è stata costretta all’esilio nell’interland, non trovando più nuove abitazioni decorose, scacciata dal terziario. La riduzione di oltre 100.000 abitanti della popolazione ha provocato inoltre il perverso criterio del “decremento demografico” che non consente espansione urbanistica lasciando ben oltre 100.000 catanesi schiavi del pendolarismo.

Anche per questi motivi la soluzione del problema di San Berillo deve essere determinata mediante un intervento di alto livello progettuale e normativo. Spesso quella che sembra la via più lunga è la meno tortuosa. Credo che il luogo deputato ad avviare un così straordinario progetto debba essere quello istituzionalmente più alto. Da siciliano ritengo che sia il nostro parlamento.

*L’autore presiede la Libera Associazione Ingegneri

Autore: admin

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