Gianfranco MIGLIO- Attenti al Califfo. Psicanalisi alla matriciana

 

 

Attenti al Califfo

 


 

PSICANALISI ALL’AMATRICIANA

Foto del profilo di GIANFRANCO MIGLIO

Mozzare, segare, evirare….

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In questa furia distruttiva degli jihadisti, nello scempio della Storia che porta la notte nelle nostre anime, forse qualcosa ci sfugge. I nostri occhi si ritraggono nelle orbite come testuggini impaurite, rifiutandosi di vedere quello che in realtà vedono. Ma come-da dove nasce questo cieco furore?.
Potremmo partire dal terrore che insorge in questi omaccioni, terrorizzati dall’idea di guardare negli occhi una donna. Salvo poi cercare di morire in battaglia per guadagnarsi il Paradiso circondati (come Mastroianni nel film “Città delle donne”) da decine di donne, meglio se vergini di primo pelo (nota: modestamente Berlusconi, molto più scaltro, non aveva bisogno di morire in battaglia, sganciava sesterzi e vai col Bunga, anche se poi di primo pelo ne trovava pochissimo).


Ma -ci chiedevamo- cosa possano mai provare questi mostri a ridurre a peperini la Storia millenaria. Sforzo inutile, non ci arriveremo mai, con le nostre teste di occidentali depravati che parliamo di fashion, di look, di appearance”Ostia de dio, ma come si agghindano questi sudaticci omaccioni – che immaginiamo profumati al mughetto- mentre forsennati martellano queste statue impossibilitate a difendersi? .Portano dei camicioni neri (mantengono meglio lo sporco) oppure enormi gonne bianche. Ma avete visto come sono messi sotto? Ebbene si, sotto la maxi-gonna portano ancora il pigiamino della notte, che poi fa pendant con eleganti ciabatte, per meglio dire “battane”. Secondo i servizievoli Servizi della CIA, questi ragazzotti dell’IS non tagliano teste umane “per cattiveria” bensì per pura invidia: tranciano teste “piene” (statue comprese) perché sanno di avere nelle loro zucche il vuoto pneumatico, insomma so’ scemi cor botto (citazione afghana)

Lo dimostra il fatto che, al contrario degli spietati nazisti di Hitler che rubavano il meglio dell’Arte (Masaccio, la Danae del Tiziano, le Fatiche del Pollaiolo ecc..), loro non rubano manco i colori o l’acquaragia. Dirò di più: se trovano un pennello lo decapitano!
Insomma sembra che la colpa di tutto questo orrore, compresa la crescente collezione di teste, sia da attribuirsi ad un autoproclamatosi Califfo (da non confondere con il Calippo della Pascale). E’ stato costui, dall’alto della sua barba puzzolente di bava rancida, ad ordinare la decapitazione di tutto quello che capita sotto gli occhi: teste umane ma anche quelle di statue, rovesciare busti millenari, spappolare Tori Alati, trapanare Centauri, decapitare piante grasse, la capocchia dei birilli, segnali stradali, code di cavallo ecc.


Mozzare, segare, sbriciolare, evirare, tagliare..uhmm…..
Che ‘sto Califfo c’abbia qualche problemino in Zona Sud? “Grossa crisi” come diceva Quelo di Guzzanti? Ci vorrebbe un novello Freud per capire se fosse stato “mozzato” dalla nascita, infibulato da qualche parte o se sia semplicemente un “diversamente-uomo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autore: admin

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