Festival del Cinema di Berlino- Vince un film di Jafar Panahi, dissidente iraniano agli arresti domiciliari

 

Festival di Berlino

 

VINCE IL FILM DI JAFAR PANAHI

Regista iraniano costretto alla inattività e agli arresti domiciliari dal regime politico attualmente al potere- Gli altri premi

 

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La Berlinale conferma la sua fama di festival politico e assegna l’Orso d’oro a Taxi, il film del dissidente iraniano, Jafar Panahi, cui il regime a vietato di lavorare e costringe agli arresti domiciliari. Il premio è stato consegnato alla famiglia del regista.

L’Orso d’argento Grande Premio della Giuria è andato al film cileno sugli abusi sessuali dentro la Chiesa, El Club, di Pablo Larrain. Gli Orsi d’argento per migliore attore e attrice sono andati a Tom Courtenay e Charlotte Rampling coprotagonisti del film ’45 anni’ dell’inglese, Andrew Haigh. Esce a mani vuote il film debutto della regista italiana Laura Bispuri, ‘Vergine giurata’, con Alba Rohrwacher, che invece aveva avuto un’ottima accoglienza alla proiezione.

Il film era il solo contributo italiano in concorso alla 65/ma edizione della Berlinale. Regista e attrice erano già partite in giornata e non sono apparse alla cerimonia. La giuria ha assegnato a questa edizione diversi premi ex equo motivandoli con la gran quantità di bei film. Uno è andato al film tedesco, il solo dei tre tedeschi in concorso a prendere qualcosa, ‘Victoria’ di Sebastian Schipper, che ha ottenuto un Orso d’argento per il miglior cameraman, il norvegese Sturla Brandt Grovlen: un’ora e 40 minuti di un unico piano sequenza, senza montaggio. Lo stesso premio è andato anche al cameraman del film russo ‘Under electric clouds’ di Alexej German.

Taxi, arrivato a Berlino clandestinamente, è uno spaccato della società a Teheran attraverso le corse di un taxi. Al volante c’e’ lo stesso regista che lascia parlare, e riprendere con camere all’interno, i passeggeri mentre raccontano dei loro problemi di tutti i giorni. L’Orso d’oro e’ stato ritirato dalla nipotina, ripresa anche nel film, che era emozionatissima : “non sono in condizione di parlare”, ha detto con voce commossa. Fra il pubblico c’era anche la moglie del regista al quale non sono permesse dichiarazioni e interviste. Per le sue critiche al regime, Panahi è stato condannato nel 2010 a sei anni di prigione e 20 anni di divieto di lavorare e andare all’ estero. La condanna non è stata applicata pienamente finora.

La giuria internazionale guidata dal regista americano, Darren Aronofsky ha fatto una scelta di campo molto chiara, premiando i film impegnati a scapito di grandi nomi come l’americano Terence Malick (Knight of the cups), il tedesco Werner Herzog (Queen of the desert), o l’inglese Peter Greenaway (Eisenstein in Guanajuato). Molto lodato, e premiato con l’Orso d’argento della giuria, il film El Club del cileno Larrain, che mette il dito sulla piaga dei sacerdoti responsabili di abusi sessuali su minori.

Premiato un altro cileno, il regista e sceneggiatore Patricio Guzman: Orso d’argento per la migliore sceneggiatura con ‘Il bottone di madreperla’, un film documentario sull’acqua e l’oceano che denuncia lo stermino delle popolazioni indigene della Patagonia e i crimini del regime di Augusto Pinochet. Al film del Guatemala ‘Ixcanul Volcano’ di Jayro Buscamante, sulla vita di una comunità maya, è andato l’Orso d’argento Premio Alfred Bauer, che viene assegnato a opere nuove che “aprono nuove prospettive”. Gli orsi d’argento per la migliore regia vanno ex aequo al film romeno ‘Aferim!’ di Radu Jude, un film in bianco e nero sulla schiavitù fra gli zingari nella Valacchia nel 19/mo secolo, e al film della polacca Malgorzata Szumowska, ‘Body’, che parla di una ragazza anoressica con un conflitto col padre e della terapeuta che l’ha in cura.(Ansa)

Autore: admin

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