Teatro Quirino di Roma- Dal 24 febbraio,”L’uomo, la bestia, la virtù” di L. Pirandello. Con G. Gleijeses

 

 

Cartelllone

 

 

Gitiesse Artisti Riuniti  Teatro Stabile di Catania presentano

Dal 24 al 15 marzo  Teatro Quirino di Roma


Geppy Gleijeses Lello Arena Marianella Bargilli
in

L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÙ


di Luigi Pirandello

Con Renata Zamengo   Mimmo Mignemi   Vincenzo Leto
costumi Adele Bargilli scene Paolo Calafiore musiche Mario Incudine luci Luigi Ascione regia Giuseppe Dipasquale

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Dopo i successi di “Erano tutti i miei figli” e “il giardino dei ciliegi” Giuseppe Di Pasquale dirige “L’uomo, la bestia e la virtù” nell’interpretazione di Geppy Gleijeses, Lello Arena e Marianella Bargilli a loro volta reduci dai grandi esiti di “Miseria e nobiltà”, “A Santa Lucia” e “L’importanza di chiamarsi Ernesto” (con Lucia Poli).”L’uomo, la bestia e la virtù”, coprodotto dai due organismi, Gitiesse Artisti Riuniti e Teatro Stabile di Catania, andrà in scena dal 24 febbraio al Quirino di Roma, dal 18 marzo al Delle Palme di Napoli e poi in tournèe.

Pirandello francamente comico ma con risvolti di grande impotenza e di amarezza di fronte ai soprusi di un uomo prepotente e dispotico perpetrati nei confronti di una moglie debole e trascurata e di un modesto professore di lei innamorato. Il pubblico, che forse non si aspettava questa commedia di Pirandello dai toni farseschi e scollacciati, non accolse bene la prima rappresentazione dell’opera. Successivamente rivalutata dalla critica e dal pubblico, la commedia ebbe tanto successo in Italia e all’estero, da essere una delle più rappresentate della produzione teatrale pirandelliana. Il farsesco tema trattato dalla commedia è ben rappresentato dal titolo: l’uomo è la prima maschera, quella del professor Paolino che nasconde sotto il suo ostentato perbenismo la tresca con la signora Perella, che indossa la maschera della virtù, quella cioè di una morigerata e pudica madre di famiglia praticamente abbandonata dal marito, capitano di marina che appare agli occhi della gente con la maschera della bestia.

Egli convive con una donna a Napoli e, nelle rare occasioni in cui incontra la moglie rifiuta, con ogni pretesto, di avere rapporti con lei. La commedia in maschera potrebbe proseguire con piena soddisfazione di tutti se il destino e il caso non intervenissero a far cadere le false apparenze. La signora Perella rimane infatti incinta ad opera del professor Paolino che dovrà, al di là di ogni morale, rimettere in piedi l’ipocrita buon ordine borghese: dovrà convincere tutti che la signora Perella è rimasta incinta in una delle rare occasioni dal marito e quindi dovrà far sì che il recalcitrante capitano abbia almeno un rapporto sessuale con sua moglie. Tutto dovrà avvenire in una sola notte perché tanto è il tempo che il capitano soggiornerà in casa prima di ripartire e rimanere assente per due mesi. Il professore allora dovrà fare in modo che la sua pudica amante ceda alle voglie della bestia. Per essere sicuro del risultato il professore si farà preparare un afrodisiaco per stimolare i sopiti sensi del capitano e inciterà la vergognosa amante a mostrare le grazie che tiene virtuosamente nascoste.

Tutto è ormai pronto per la trappola sessuale in cui dovrà cadere la bestia. Il professore se ne andrà lasciando libero campo per il capitano rimanendo d’accordo con la signora Perella che: “Verrò domattina all’alba, davanti alla tua casa. Se è sì fammi trovare un segno; ecco, guarda, uno di questi vasi di fiori qua, alla finestra della veranda.” Ma la mattina successiva nessun vaso di fiori appare alla finestra

 

ufficio stampa Teatro Quirino

Paola Rotunno responsabile  339.3429716

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Autore: admin

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