Monica SCHIRRU- La battaglia del cash (“Il trionfo del Dio Denaro” di Marivaux, regia di Beppe Navello. Torino, Teatro Astra)

 

Il mestiere del critico


LA BATTAGLIA DEL CASH

IL TRIONFO DEL DIO DENARO

“Il Trionfo del Dio Denaro”  di Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux  Traduzione e regia di Beppe Navello. Con Camillo Rossi Barattini, Alberto Onofrietti, Diego Casalis, Daria Pascal Attolini, Stefano Moretti, Eleni Molos, Riccardo De Leo, Cristiana Arcari, Andrea Bianchi, Diego Losero e Andrea Maffolini  -musiche Germano Mazzocchetti –  scene Francesco Fassone  – costumi Augusta Tibaldeschi-   coreografie Paolo Molovich-  luci Marco Burgher  -Torino, Teatro Astra  -Fondazione Teatro Piemonte Europa

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L’impegno della  leggerezza: potrebbe essere la cifra stilistica de “Il trionfo del dio denaro (Le Triomphe de Plutos) del drammaturgo francese Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux , brillante e ironico interprete del XVIII secolo. E’un testo inedito e frizzante, adesso tradotto e pubblicato da Beppe Navello per le edizioni Lantana e messo in scena al Teatro Astra di Torino. Peccato che questo autore,  tanto sottile nell’uso della provocazione,  sia sempre stato poco rappresentato in Italia.  La sua drammaturgia non lascia dubbi: Marivaux ripropone – coniugando lievità e impegno –  vizi e virtù che appartengono all’uomo di ogni tempo. Come la fascinazione del   ‘contante’, di sorprendente modernità.

La trama è molto semplice. Apollo e Plutone, il primo dio della cultura,  il secondo dio del denaro, si contendono l’amore della bella Aminta. Nei panni umani di Ergasto e Riccardo, i due dei giocano la loro scommessa sulla terra: Apollo  attraverso la cultura e l’arte ; Plutone attraverso  denaro e gioielli. Aminta, all’inizio attratta dal fascino dei madrigali di Apollo, apostrofa Plutone come gretto e volgare ma poi cede al bagliore delle gemme e al tintinnare della moneta. Come del resto tutti gli altri personaggi che ruotano in questa storia: la serva Spinetta di Eleni Molos, astuta e complice;  il valletto di Ergasto, Arlecchino, che si fa comprare appena vede un paio di banconote, e lo zio di Aminta, Armida, arrendevole nel suggellare l’affare con una cordiale stretta di mano.

La scenografia semplice ed elegante di Francesco Fassone riproduce l’esterno di un aristocratico palazzo settecentesco,  che poi si trasforma in un sontuoso e godereccio banchetto conclusivo. La regia di Navello, filologicamente attenta al testo di Marivaux, crea un delicato equilibro tra spettacolo musicale e opera comique, sviluppandosi sul filo di un divertissement che ha il sapore antico del teatro di corte.

Venale fino al midollo il Riccardo – Plutone di Camillo Rossi Barattini, raffinato e  sognatore il Riccardo – Apollo di Alberto Onofrietti.

Leggere le musiche di Germano Mazzocchetti,  eseguite da Andrea Bianchi (piano), Diego Losero (clarinetto), Andrea Maffolini ( violino).

Autore: admin

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