Maria LOMBARDO – Un volo da Oscar (Diverso parere, “Birdman” di A. Gonzalez Inarritu)

 

 

Diverso  parere            Il mestiere del crititico*



UN  VOLO  DA  OSCAR

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“Birdman” con Michael Keaton. Regia di Alejandro Gonzalez Inarritu

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Quando si dice signor regista si dice Alejandro Gonzalez Inarritu. Mago della macchina da presa, grande visionario, capace ad ogni passo di stupire pur restando al servizio del racconto: da “Babel” a “21 grammi” e “Biutiful” ci ha regalato lavori tutti di forte impatto concettuale, spettacolare,visivo, raccontando non secondo uno sviluppo logico ma secondo il moto interiore dei personaggi.  La storia di “Birdman”, che ha aperto la Mostra del cinema di Venezia 2014, ora candidato a nove Oscar tra cui quello per miglior film, regia e attori (Michael Keaton protagonista e Edward Norton non protagonista) è quella di un grande attore in crisi, Riggan Thompson che, dopo aver interpretato un supereroe hollywoodiano, non riesce a togliersi (e forse neanche vuole) quella maschera di dosso.

Si butta nel teatro, e va in scena a Broadway con la pièce di Raymond Carver “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”. Qui scatta una dinamica interprete-personaggio che coinvolge violentemente gli altri protagonisti: colluttazione fra vita e arte molto sopra le righe che tira in ballo il mondo hollywoodiano, la funzione della critica teatrale, i socialmedia. Riggan è ossessionato dal suo “birdman” , una sorta di voce interiore, ma è anche vero che lui vuole “volare” -come quello- sulle meschineria del produttore, della critica, sui fallimenti della sua vita affettiva.  E’ cinema sul teatro ma molto di più. Centrale anche il rapporto fra Riggan è la figlia (Emma Stone)che gli spiega “se non sei su Facebook, non esisti” e “se non hai migliaia di followers, non vali nulla”.…E lui inaspettatamente andrà su Youtube e l’imprevisto che accende l’attenzione su di lui in qualche misura influirà sull’esito delle spettacolo.

Il teatro si fà  facendolo, non è solo pagina scritta. Così come la vita si affronta vivendola. E’ anche questo che il film vuole dirci. Keaton è superbo, la statuetta dell’Oscar è già sua.  Istrionico e appassionato,affoga la sua infelicità nell’alcol, esplode in reazioni isteriche. Il finale dello spettacolo teatrale e quello del filmriservano incredibili colpi di scena. Macchina da presa zigzagante, colonna sonora fatta di semplici percussioni e assolo di violoncello.  Nel cast anche un’eccellente Naomi Watts. Imperdibile.  (*lasicilia.it)

Autore: admin

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