Redazionale- Colloqui sulla Contemporaneità. Ricordando Libero De LIbero

 

Attualità culturale

 

 

COLLOQUI SULLA CONTEMPORANEITA’

Ricordando Libero De Libero, poeta, critico d’arte, narratore, sceneggiatore cinematografico, organizzatore culturale.

“ I martedì  culturali ”  a cura di Natale Sciarra   Relatore Domenico Adriano poeta, Presidente Associazione Frascati  Poesia.  Interventi di Giorgio Petraglia, Vincenzo Sanfilippo.   Con il patrocinio del comune di Ciampino, Assessorato alla Cultura. Al Cinema Piccolissimo di Ciampino-Roma

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E’ nell’ambito dei Martedì Culturali curati da Natale Sciara, scrittore di pregevoli taccuini poetici,  che  si è svolta una interessante lettura critica sull’opera poetica di Libero De Libero (Fondi 1903 – Roma 1981), uno dei più raffinati intellettuali del nostro Novecento, già ricordato lo scorso anno alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, con una  mostra dal titolo Libero De Libero e gli artisti della Cometa”, volendone favorire la conoscenza, perché ancora poco noto.

Soprattutto perché De Libero fu un grande innovatore del gusto artistico italiano, grazie a una curiosità e a un’intuizione d’impronta cosmopolita che traeva linfa dai suoi numerosi campi di attività: poeta, scrittore, cronista d’arte, sceneggiatore, organizzatore culturale. Leggiamo dai diari di De Libero quando avvenne di essere conosciuto come Poeta: “…Quando nel ’34 Ungaretti e Rafaele Contu  crearono i “Quaderni di Novissima”, con l’editore De Fonseca, Ungaretti volle pubblicare la mia raccolta di poesie “Solstizio” che mi fece conoscere a un pubblico più numeroso”.

Oggi, il pubblico  convenuto nell’accogliente sala del cinema Piccolissimo  a Ciampino,  è costituito da abituali  cultori che partecipando e presenziando  l’Associazione promuovono  l’ accurata programmazione di Natale Sciara con iniziative di carattere culturale, sociale, ambientale, artistico, scientifico, con interventi volti soprattutto a favorire la diffusione e lo sviluppo di tutte le forme espressive interdisciplinari della cultura.

L’odierno  “colloquio sulla poesia” è avviato da Domenico Adriano, apprezzato poeta e Presidente Associazione Frascati Poesia, che racconta ai convenuti l’amicizia  che lo legava a De libero suo primo Maestro dell’arte di poetare.  Ci riferisce come i suoi primi versi li sottoponeva al severo giudizio di De Libero, il quale lo esortava ad  operare  sulla prima bozza scritta ritoccando di continuo i versi, effettuando nella loro successione diversificati movimenti compositivi delle frasi,  cogliendone tonalità un poco diverse. E dunque, inserita una diversità compositiva delle parole, era sostanzialmente conservato  lo stesso senso. Continua raccontandoci come lui abbia acquisito da Libero De Libero il metodo di comporre versi senza fretta, con pazienza, e attenzione,  lavorando con le semplici ma forti emozioni che fanno la vita di un uomo, i sentimenti che lo abitano e lo fanno sperare. Poi iniziava a leggere delle poesie di De Libero: “ Ascoltiamola bene, diceva, perché può rivelarci qualcosa sulla sua persona, aderente al ritratto che il poeta De Libero  vuol comunicare, il suo ideale riflesso in quei primi versi che sono Ascolta la Ciociaria e che Domenico Adriano rilegge interpretandola con la propria accentuazione espressiva: Dovresti ascoltare la Ciociaria alle rive del Sacco/ una notte a Ceprano/ nel galoppo del vento a Collepardo/ dentro la pioggia che intona Guarcino/ nell’inno santissimo a Vallepietra/ dovresti ascoltare gli arcani torrenti franare alle radici di Amaseno/ messi in musica da qualche mandolino.”

 

Si alternava nell’intervento  Giorgio Petraglia, un pittore di “scuola romana” che nella sua testimonianza alla poesia di De Libero evidenzia nei versi del poeta ciociaro i timbri cromatici delle atmosfere paesaggistiche, rilevandone ogni possibile sfumatura poetica. Il suo apporto è prezioso perché ri-legge qualche sua recensione riguardo la poesia di De Libero. Le annotazioni  di Petraglia si soffermano con grande acutezza sulle immagini de-scritte che nel poeta  trasfigurano l’ordinario, riscoprendo ed evidenziando in quelle poesie istanze portatrici di  “genius loci” traslati in una dimensione mito – poetica.

Vincenzo Sanfilippo, artista interdisciplinare,  è stato chiamato al colloquio poetico  dal curatore della Rassegna, che lo esortava a dare una testimonianza di De Libero,  un po’ ampia del suo operato di poeta.  “ La  mia conoscenza dell’importanza di De Libero, – riferiva Sanfilippo risale alla fine degli anni  ’60 quando ero studente di Belle Arti a Roma. Fu durante alcune lezioni di “arte contemporanea italiana tra le due guerre che l’artista-docente Toti Scialoja cominciò ad accennare dei suoi anni di formazione avvenuti nel periodo di frequentazione della galleria d’arte La Cometa, diretta dal poeta Libero De Libero, intellettuale brillante ed eclettico soprattutto dotato di straordinario spessore e fiuto artistico;  che insieme  a Corrado Cagli, giovane artista di grande talento, assunse un ruolo di primordine nel panorama culturale tra gli anni 1935- 1938.

Quel lontano 1935, continua Sanfilippo, fu un anno importante  per De Libero, poiché tra aprile e maggio inaugura le sale della Galleria La Cometa,  di proprietà della Contessa Anna Laetitia (Mimi) Pecci Blunt,  con la prima mostra personale di cinquanta disegni di  Corrado Cagli. Il catalogo contiene uno scritto di Massimo Bontempelli, zio di Cagli, sul “di­segno” non più grafia ma alito, rivelazione.  Anche Libero De Libero poeta e organizzatore codifica nel suo pensiero come la grafia può essere concreta quanto le immagini e… di conseguenza le lettere quanto le parole.  Basti pensare alla poesia “Solstizio”  di De Libero, che rivela le affinità tra l’essere pittori ed essere poeti. Un fare poesia centrata sul segno-nucleo da  cui scaturisce. “Siamo al fumo delle immagini/ siamo all’acido d’incensi defunti/ già sazi di nenie/  La rugiada fa cenere sui nostri volti/ memorie in fronzoli alle pareti/ e rimorsi filanti nel vischio natalizio.”

Certamente Libero De Libero, intellettuale dall’attività multidisciplinare, un artista che non è  stato solo un poeta e un prosatore, ma anche un ottimo critico d’arte non ché un valido sceneggiatore di opere cinematografiche, anche se questi aspetti sono ancor meno conosciuti dei primi, ha pensato che avrebbe potuto utilizzare la sua scrittura poetica come strumento più immediato di comunicazione e raggiungere il suo scopo di operatore culturale anche come soggettista- sceneggiatore.

Realizza i suoi progetti di linguaggio interdisciplinare riallacciando l’amicizia con il giovane regista suo conterraneo Giuseppe De Santis, (Fondi, 1917 – Roma, 1997)  che ricordiamo divenne  uno dei padri fondatori del Neorealismo cinematografico.  De Libero come soggettista operò soprattutto una ricerca  anche di “radici”, come memoria storica, appunto; nelle cui pieghe è necessario addentrarsi per poter rinvenire, insieme ai modelli di comportamento, alle ritualità, ai valori della propria gente, anche il mistero della propria identità”. Proprio Libero de Libero, agisce e fa da guida e stimolo intellettuale ad un gruppo di giovani assetati di conoscenza. Oltre a De Santis c’erano Domenico Purificato (Pittore), Dante Di Sarra (traduttore slavista di autori russi, polacchi e cèchi), Guido Ruggiero (giornalista, poi Presidente dell’Editrice della RAI-TV, Nuova ERI), Pietro Ingrao (politico giornalista e partigiano), nomi che negli anni acquisteranno un peso notevole nel mondo della cultura e della politica.

Questi i film realizzati come soggettista- sceneggiatore, e anche scenografo:  “Non c’è pace fra gli ulivi” 1950, soggetto di Corrado Alvaro e Libero De Libero, ambientato a Fondi LT in «quel paesaggio che gli arresta il cuore». Regia: Giuseppe de Santis, soggetto e sceneggiatura Libero De Libero, Elio Petri, Gianni Puccini. Musica: Goffredo Petrassi. Interpreti:  Raf Vallone, Lucia Bosè, Folco Lulli.

Segue  il film “Giorni d’amore”, 1954 Regia: Giuseppe de Santis. Soggetto e sceneggiatura: Libero de Libero, Giuseppe de Santis. Consulenza per il colore: Domenico Purificato. Interpreti: Marcello Mastroianni, Marina Vlady.

Seguono progetti cinematografici come “Noi che facciamo crescere il grano”, non realizzato. Soggetto di Corrado Alvaro, Libero de Libero, Giuseppe de Santis.  “Prigioniero d’amore”, (Vita del bandito Antonio Gasbaroni,  soggetto cinematografico ambientato a Fondi  LT. nel 1800 circa): soggetto di Libero De Libero e Domenico Purificato (mai realizzato).

Autore: admin

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