Giovanna VITRANO- Mattarella al Quirinale. Siciliano e Galantuomo

 

 

Mattarella al Quirinale


SICILIANO E GALANTUOMO

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Occhi chiari che sembrano agitarsi al ritmo di una marea intima, schiva. Un passato feroce, una vita in penombra, eccezion fatta per un paio di stoccate ben assestate.

Personaggio siciliano che sarebbe sfuggito persino a Sciascia, il nuovo Presidente è certo “uomo squisito”, ovvero di indubbia moralità e dai modi gentili e rispettosi. E già questo ci sembra un miracolo.

Sergio Mattarella, sotto la lente di una conterranea perfida e amareggiata, assume l’aspetto di uno che ha sempre voluto restare lontano dal fango della battaglia. Perché il fango, si sa, schizza. Anche se non ci stai in mezzo, potrebbe raggiungerti e macchiarti.

Così, all’approvazione della legge Mammì, quella legge che ha permesso la (in)civiltà televisiva berlusconiana, lui ha preferito dimettersi da politico per indossare la toga a tempo pieno.

Specialità: Diritto Parlamentare.

Certo, qualcuno deve avergli chiesto prima se gli fosse garbato fare il Presidente.

Certo, ci avrà pensato, e pensato tanto.

(Chissà quanta agitazione in quella marea che baluggina dai suoi occhi chiari!)

Certo, magari ha più di un sassolino da togliersi dalle scarpe. Da quelle stile inglese da outfit parlamentare. Dai mocassini di uomo per bene cui hanno ammazzato il fratello.

Certo, è uomo di Stato. E lo è da sempre. Su questo non ci piove. Così come non ci piove che, da buon siciliano, è amico di tutti e di nessuno.

Certo, proprio questa è la nostra garanzia.

Perché il Presidente della Repubblica questo fa: il garante, il garante della Costituzione. Garantisce che le leggi rispettino quella Costituzione magnificata da Benigni (ché tanto lo so che senza il passaggio tv in pochi saprebbero cosa ci sta scritto… vedi al rigo sulla deriva culturale delle tv commerciali).

Il Presidente della Repubblica deve garantire la mia (la tua, la sua) libertà come cittadino, deve garantire il mio status di cittadino di questo Paese, con tutti i diritti e i doveri che ne conseguono.

Fino ad oggi abbiamo avuto fortuna. Non c’è stato un solo presidente che non l’abbia fatto. Certo, ne abbiamo avuti solo 11… i numeri hanno giocato a nostro vantaggio.

Sono sicura che anche questo dodicesimo lo farà. Semprecché il fango non gli arrivi troppo vicino. Nel caso… si dimetterebbe come nel 1990?

“A volte passiamo la vita preoccupandoci per cose che non succedono mai”, disse in una  striscia il saggio Snoopy. Quindi oggi prendiamoci questo Presidente, galantuomo e onesto (che è già un bel dire: lo ripeto perché voglio sottolinearlo). Siamone orgogliosi e lieti.

Rappresenta la parte migliore di questo Paese, quella lavoratrice, quella sommessa, quella che fa e non chiacchiera. Applaudiamo questo “uomo” chiamato a garantirci in un mondo di “ominicchi e quaquaraquà”. E speriamo che resista.

Autore: admin

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