Francesco NICOLOSI FAZIO- Scolpito (Franco Branciaroli in “Enrico IV”. Teatro Stabile di Catania)

 

Il mestiere del critico


 

SCOLPITO

Enrico IV_ph Favretto

Enrico IV   Di Luigi  Pirandello.  Regia: Franco Branciaroli.    Scene e costumi: Margherita Palli   Con: Franco Branciaroli, Melania Giglio, Valentina Violo, Tommaso Cardarelli, Giorgio Lanza, Antonio Zanoletti.

Produzione: CTB Teatro Stabile di Brescia e Teatro Degli Incamminati.  Al Teatro Stabile di Catania – Teatro Verga

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Giorgio Albertazzi e Romolo  Valli rivaleggiavano nel rendere il miglior Enrico IV. Nel 1984, dopo la scomparsa di Valli, Marco Bellocchio ne fece una riduzione cinematografica, preferendo Mastrojanni ad Albertazzi, che ritenne un affronto tale scelta. Forse anche per questo il film non riuscì un gran che. Ma in gran parte fu la decisione del regista di non realizzare un “teatro cinematografato” che condusse il film fuori dai binari pirandelliani dell’opera che, come per Beckett, è pressoché immodificabile. Serenamente Franco Branciaroli ha affermato: “non si può rinnovare Pirandello”, condividiamo, dopo aver visto lo spettacolo e certamente non quest’opera del Girgentino.

A seguito di una caduta da una “cavalcata in costume”, un possidente “cade” nella follia restando per sempre l’Enrico IV del titolo. Vive, da vent’anni, in una perenne messa in scena dove lui, (chiamato solo con l’ortonimo di Enrico IV) vive in una finta reggia, circondato da teatranti che lo fanno credere nel medio evo. Per verificare  la sua possibile guarigione uno psichiatra attua una ulteriore messa in scena, riportando Matilde, la donna da lui all’epoca amata, con le vesti di Matilde di Canossa, identiche a quelle della fatale “cavalcata” di venti anni prima. L’uomo è effettivamente guarito e quasi libera i dipendenti/teatranti. Ma in un improvviso impulso uccide il rivale dell’epoca, che si accompagna ancora spudoratamente con l’amata Matilde. Ad  “Enrico IV” non resta che continuare, per il resto della vita, la recita della follia.

Albertazzi, sanguigno e scaltro interprete, affermava che per lui “Enrico IV è Pirandello stesso” . Il dubbio diviene certezza, grazie alla splendida messa in scena e la recitazione di Branciaroli, che raggiunge una intima vicinanza con il grande autore, da suggerirne l’identificazione in gran parte velata. Con questo spettacolo difatti esplodono con veemenza le grandiose tematiche pirandelliane: facendo dell’espediente del “teatro nel teatro” una sorta di laboratorio scientifico, dove vivisezionare il teatro, la vita e la follia, elementi che, grazie all’enorme talento di Branciaroli, poi si ricompongono in un corpo solo, splendido mostro volante che aleggia sul pubblico, ghignando e ghermendone le menti. Alla fine si resta strabiliati per come con la nobile umiltà delle premesse il grande artista riesce ad offrire una ennesima e nuovissima versione di questo capolavoro pirandelliano. Innovare nel solco della tradizione.

Tutto lo spettacolo funziona ed è pressoché ineccepibile, grazie anche alla perfezione di tutti gli attori; ma la sacralità delle sospensioni e del recitato lieve e profondo che mostra il grande artista, non sono commensurabili, se non con poco altro nel panorama mondiale del teatro. A questo si aggiunga una virile sensibilità ed una orgogliosa coerenza, attoriale e registica, che abbiamo splendidamente già apprezzato in altri due spettacoli di “teatro nel teatro” ovvero “Servo di Scena” ed “Il teatrante” resi ancor più capolavori dalla messa in scena di Branciaroli. Che letteralmente scolpisce i suoi personaggi.

Abbiamo avuto l’onore di godere di una vera opera d’arte, complessa e tridimensionale, una scultura di parole e gesti  che non deve perdersi, perché sorretta dal solo sostegno della memoria e di poche righe di labili critici, come chi vi scrive. Merita anche un sostegno definitivo. Esistono registi cinematografici in Italia capaci di raggiungere la sintesi, al fine di “scolpire” per sempre questa meraviglia? Anche perché un’opera come questa, lapidaria sintesi teatrale, merita milioni di spettatori, nel mondo intero.

Autore: admin

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