Maria LOMBARDO – Gemma, io sono Emma (Flaubert ispira il nuovo film di Anne Fontaine)


Cinema           Lo spettatore accorto

 

Già regista degli apprezzati e raffinati “Coco avant Chanel” e “Twomothers”, la francese Anne Fontaine ha una particolare sensibilità per la letteratura. “Gemma Bovery” dimostra in pieno quanto uno spunto letterario possa offrire a un soggetto come questo che ricalca due volte il romanzo di Flaubert, essendosi a questo già ispirata la disegnatrice inglese PosySimmonds nella graphicnovel dallo stesso titolo, diretto riferimento della Fontaine.

Questa storia ambientata nella Normandia di Gustave Flaubertè imperniata sulla fervida immaginazione di un fornaio, divoratore di opere letterarie, le cui suggestioni trasferisce nella realtà cui finisce per dare un’interpretazione tutta sua. Le fantasie letterarie si mescolano alla vita di due tranquille coppie: una francese e una inglese trasferitasi nella quiete della campagna. Fabrice Luchini, star d’oltralpe, qui è Martin, un borghese parigino che decide di ritornare alle origini, la Normandia, e gestire la “boulangerie” già di suo padre. Ma la sua fantasia “malata” di letteratura porta lui, in  cerca  di evasione da una moglie arcigna,  a guardare con particolare morbosità la vicina di casa inglese, la giovane e bellissima Gemma interpretata da Gemma Arterton.

I vicini di casa del panettiere si chiamano Gemma e Charles Bovery e somigliano proprio ai personaggi del romanzo che Martin cita continuamente. La voluttà del cibo – il pane appena sfornato -rappresenta il coté erotico del film legato alla bellezza di Gemma che risveglia le fantasie di Martin. Una girandola di personaggi sta attorno a Gemma e Martin: il marito e il giovane amante di lei, un’altra coppia di inglesi, l’ex fidanzato di Gemma. La regista inserisce flashback e “reverie” per movimentare la storia e usa, con le dovute distanze, il metodo “Babel” smontando e rimontando la scena madre finale per mostrare le diverse prospettive.

Finale che sa di artefatto dopo il fluire della prima parte del film.

Luchini con i suoi sguardi “golosi” è come sempre un grande. La Arterton è perfetta nel ruolo. La campagna della Normandia è una visione così godibile che già solo per quella vale la pena non perdersi questo film raffinato e sensuale.

Eccellente la fotografia. (*lasicilia.it 30.1.2015)

Autore: admin

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