Café Voltaire di Roma Testaccio- Massimo Napoli in “Parole burlevoli e fatti sollazzevoli” (4 febbraio)

 

Cartellone

 

Cafè Voltaire Associazione Culturale

Via Rubattino 2 Roma (Testaccio)

presenta

PAROLE BURLEVOLI E FATTI SOLLAZZEVOLI

Recital  di Massimo Napoli

 

Mercoledì 4 Febbraio 2015    ore 21:00

Luca Menicucci alla chitarra

***

Il recital è un insieme di testi e canzonii, con brani di Massimo Napoli e altri autori.    Si apre con una poesia di Aldo Palazzeschi:

LA FONTANA MALATA (1909)

A seguire, tutto un  corollario ispirato ad opere pittoriche dell’interprete, agli happening che accompagnano i suoi vernissage

I titoli di Massimo Napoli sono:

LA PSICOLOGIA DELL’ALBERO (2010)

PEZZO DI COSA ROTTA (2011)

SALOME’ DECOLLATA il canovaccio (2011)

Il primo monologo affronta il tema, in chiave ambientalista, sociale e ovviamente psicologica, dell’albero; tema che ritengo fortemente attuale e stimolante.

Nel secondo descrivo la scissione interiore di un individuo, il quale, come in un rapporto tra due amici, che si confidano per mezzo di una lettera, descrive il suo stato di totale isolamento e estraneamento dal mondo, messo in atto con l’intento di proteggere la propria vulnerabilità. Il personaggio del monologo si risolve nel riappacificarsi con quella sua parte interiore conflittuale e distruttiva.

Nel terzo, che è propriamente un canovaccio, da cui ho ricavato un atto unico, non ancora rappresentato, il personaggio di Salomè, nel risolvere il forte conflitto familiare con la madre Erodiade e lo zio/patrigno Erode Antipa, diversamente dalla tradizione, intende ed ottiene di farsi decapitare. L’azione della performance prende il via da una fotografia, che ritrae la principessa Salomè con la testa fasciata dalle bende acconciate da Erodiade con le serve. Le bende dovrebbero contenere la nevrotica stravaganza dell’indole della giovane principessa. Giovanni Battista sfida la corte di Erode con le sua alte grida accusatorie, mentre Salomè, indotta a danzare controvoglia, sfida i genitori, la corte e i vicini di casa, facendosi tagliare la testa. Morte pacificatrice, la sua, di una fanciulla in fiore.

Nel recital ho inserito due monologhi di un autore non conosciuto, ma a mio avviso, molto raffinato: Luigi Arnaldo Vassallo. Autore attivo a cavallo tra ‘800 e ‘900, aveva scritto per il teatro solo una breve raccolta di dodici monologhi. Giornalista, divenne anche direttore del quotidiano “Il Messaggero”. Firmava i suoi

articoli con lo pseudonimo di Gandolin. Dai suoi monologhi si può evincere una straordinaria dimestichezza con il mondo teatrale dell’epoca e una sottile abilità nella scrittura teatrale stessa. I due monologhi, inseriti nel mio recital, sono stati da me interpretati nel 2013 per la realizzazione di un video.

I titoli dei monologhi di L. A. Vassallo (Gandolin) sono:

-LA VOCE (1909)

UN SIGNORE CHE PRANZA IN TRATTORIA (1909)

Le canzoni sono:

SENTI MIO CARO ADOLFO Canzone satirica e anticlericale dai “Canti dall’Unità d’Italia alla Grande Guerra”;

ENTRE LE BOEUF ET L’ANE GRIS (sec. XVI). Canzone medioevale popolare tradizionale di origini pirenee;

LE CHANT DES AUDIEUX(1788)

Autore: admin

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