Casa Museo di Luigi Pirandello Istituto di Studi Pirandelliani, Roma- Iniziative di febbraio

 

 

Segnalazioni

 

ISTITUTO DI STUDI PIRANDELLIANI 

Casa museo di Luigi Pirandello

Via Antonio Bosio, 13b

Roma

Sabato 31 gennaio ore 21

Domenica 1 febbraio ore 17,30

Domenica 8 febbraio 17,30

IL FIGLIO PRIGIONIERO

Carteggio tra Luigi Pirandello e il figlio Stefano

Durante la guerra 1915 – 1918

Raccolto da Andrea Pirandello, figlio di Stefano.

 

Questa raccolta epistolare oltre a far conoscere episodi della vita familiare testimonia anche le vicende storiche legate alle conseguenze del conflitto mondiale.

Per la famiglia Pirandello gli anni della guerra segnano momenti drammatici e dolorosi sia per la partenza per il fronte del figlio Stefano, combattente in prima linea e fatto prigioniero nei lager di Mauthausen e a Plan; sia per l’aggravarsi dello stato di salute mentale di Antonietta, moglie di Luigi. A far da filo conduttore sarà la significativa novella “Colloqui con i personaggi” nella quale la visione, nel suo studio, della madre morta conforta l’ansia di L.Pirandello verso il figlio al fronte riferendo quella da Lei vissuta, per il padre e i fratelli combattenti per l’indipendenza dell’Italia. Novella, quindi, significativa sia per il riferimento e la continuità generazionale tra la Prima Guerra Mondiale e la Guerra d’Indipendenza italiana; sia perché la cornice in cui viene illustrata è la stessa casa di via Antonio Bosio a Roma.

 

Lettura scenica con

Riccardo Caporossi

Nadia Brustolon

Vincenzo Preziosa

“LP”

Installazione di Riccardo Caporossi

Omaggio a Luigi Pirandello

Scarpe e cappelli hanno siglato il lavoro sulla scena di Remondi & Caporossi, un marchio DOP (denominazione origine palcoscenico).Riccardo Caporossi li ha collezionati tra le molteplici pieghe della memoria; una sequenza di “natura morta”. Disegni, pitture, installazioni, la camminata degli invisibili, i fagotti, le performance. Un teatro fatto di nature morte di personaggi. Tutti sono stati in essere per testimoniare una assenza, quella dell’essere cui appartenevano.

Cappello e scarpe come estremi di una identità umana, evocativa di una esistenza. Sono il segno inanimato di un passaggio che ricorda il cammino di un essere umano. L’unicità evoca la moltitudine e la moltitudine è il segno tangibile del Teatro considerato nella rete delle relazioni di ogni singolo personaggio. Un ritratto in assenza di corpo.

L’installazione “LP” sorprende in quanto il ritratto esce dall’anonimato. Scarpe e cappello identificano la persona perché ad essa sono appartenuti realmente. Cimeli di una esistenza, trattengono nelle loro fattezze una vita vissuta, quella di Luigi Pirandello. Il suo corpo assente è lì, tra le scarpe e il cappello, la sua ombra reale lo ricorda.

Autore: admin

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