Francesco NICOLOSI FAZIO- Da Atene. No pasaran (e domani in Spagna…)

 

 

Da Atene

NO PASARAN

Elezioni Grecia, Tsipras non ottiene la maggioranza. Alleanza con Anel

 

In Grecia la vittoria della Speranza- Domani in Spagna

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Il terrore si legge nei volti degli opinionisti italiani. Opinionisti che non hanno una loro propria opinione, ma solo quella del loro editore, opinioni queste che poi variano solo di lievi sfumature, per stabilire esclusivamente come fregare meglio il prossimo e farlo credere felice, oppure che è solo colpa sua. Al di là dei numeri e degli effettivi risultati che il voto in Grecia può consegnarci, l’evento storico da segnalare, e che potrebbe essere determinante per il futuro d’Europa, è quello di un nuovo blocco sociale che si è creato in Grecia.

Più volte, e da oltre cinque anni, affermiamo che la crisi in corso è la Terza Guerra Mondiale. Non parliamo di terrorismi e di guerre più o meno veramente guerreggiate. Il sangue che sempre scorre nel mondo è una modesta appendice della posta in gioco: il potere globale che il grande capitale, di ogni provenienza e di un solo credo politico (coniammo il termine: MAFIASCISMO), vuole esercitare sul resto dell’umanità. I dati economici sono ben chiari, in quanto ormai l’uno per cento (1%) della popolazione mondiale detiene oltre il cinquanta per cento (50%) della ricchezza e, conseguentemente, del potere assoluto. Come nei film della serie del Padrino siamo sicuri che questi signori, padroni del mondo, “non sono certamente comunisti”.. Anche per questo il divario cresce con andamento lineare.

Le prime guerre mondiali hanno ottenuto, presumo volontariamente, la scomparsa di due classi sociali essenziali per la società del secolo scorso. La prima ha distrutto la nobiltà e le monarchie (citiamo l’ex re egiziano Faruk: “ormai gli unici re sono il re d’Inghilterra e quelli delle carte da giuoco”). La seconda guerra mondiale ha distrutto il popolo, o meglio dire la dignità di riconoscersi popolo. Così, sul finire del novecento, siamo diventati tutti borghesi, con modeste variazioni determinate solo dal reddito. Nel resto del mondo (Sud) si trova la stragrande maggioranza dei paria: il sotto-proletariato di cui anche nel nostro Sud abbiamo tremendi esempi, fasce sociali in balia delle mafie. Oggi si sta realizzando il grande sogno del capitale: ovvero pochissimi padroni dal potere assoluto e la grande massa dei sottoposti, dalle più diverse qualifiche: operai, contadini, avvocati, ingegneri, medici, ma tutti dal valore di soltanto €. 500/mese, senza differenze. Uno schiacciamento verso il sottoproletariato della ex popolazione borghese, invischiata in irrisolvibili problematiche economiche, portate dalle “indispensabili riforme” che è solo una riforma: quella dettata dalla filosofia del Marchese del Grillo: “io son io e voi non siete niente”.

Ma forse si apre uno spiraglio. Lo straordinario voto della Grecia significa che la gente è stata posta dinanzi all’evidenza: Siamo ormai tutti (il 99%) sulla stessa barca, Laureati ed analfabeti, ex-nobili e contadini, bianchi e neri, uomini e donne, Il dilagare della corruzione non potrà assoldare una tale quantità di servi d’opinione, al punto da modificare la tendenza di questa ribellione pacifica che è esplosa in Grecia. La “gente” è stufa ed ha capito dove sta la grande fregatura per cui lavorano i potenti del mondo; non basteranno i tanti Ferrara a farci cambiare idea, non tutti possiamo essere  complici  e tangentisti; non tutti possiamo essere olgettine. La mafia controlla il territorio ma non può controllare le nostre coscienze.

La prossima battaglia sarà in Spagna, dove si spera che “Podemos” possa raggiungere un risultato pari o migliore di quello di Tsipras. La battaglia è durissima, dovremmo andare tutti in Spagna a portare il nostro contributo. Come ottanta anni fa la lotta contro il fascismo (oggi economico) passa dalla Spagna. Dobbiamo citare un appello dell’epoca, dai fratelli Rosselli: “Oggi in Spagna, domani in Europa”. La lotta è sempre quella, contro le mostruosità che il capitalismo ha palesato gettando la maschera che aveva sul volto, maschera caduta assieme al muro di Berlino.

I progressisti del mondo dovrebbero riprendere il grido di battaglia di Dolores Ibarruri: “No pasaran”. I fascisti non passeranno, possono essere bloccati, democraticamente, con il voto, con l’intelligenza, con l’onestà.

Autore: admin

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