Giulio MARCON- Una sfida da Atene (se vincesse Tsipras)

Polis

 

UNA SFIDA DI ATENE

Landini-Tsipras

Se viincesse Tsipras, quali conseguenze per l’Unione Europea

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Le ele­zioni di dome­nica pros­sima in Gre­cia pos­sono rap­pre­sen­tare un punto di svolta in Europa: se vin­cesse Tsi­pras si ria­pri­rebbe una par­tita sulle poli­ti­che di auste­rità, sulle scelte di poli­tica eco­no­mica della Com­mis­sione Euro­pea, sulle pro­spet­tive della costru­zione euro­pea. Niente sarebbe più come prima.

La vit­to­ria di Tsi­pras forse darebbe anche un po’ di corag­gio ad una parte di quella sini­stra mode­rata e social­de­mo­cra­tica che è stata in que­sti anni subal­terna all’ideologia neo­li­be­ri­sta e che oggi è con­sa­pe­vole dei disa­stri dell’ultimo ven­ten­nio. Sarebbe un’iniezione di entu­sia­smo per la sini­stra anti-liberista impe­gnata ad inver­tire la rotta in Europa.

Si ria­pri­rebbe il tema della rine­go­zia­zione del debito (fon­da­men­tale non solo per la Gre­cia, ma anche per l’Italia ed il Por­to­gallo), di una poli­tica mone­ta­ria –con l’euro– fino ad oggi subal­terna ad una linea eco­no­mica restrit­tiva, tutta legata alle com­pa­ti­bi­lità di bilan­cio e alla ridu­zione della spesa pubblica.

La vit­to­ria di Tsi­pras evi­den­zie­rebbe la pos­si­bi­lità con­creta –nell’esercizio di una respon­sa­bi­lità di governo in un paese che è stata la prima cavia delle poli­ti­che di auste­rità– di un’alternativa alle poli­ti­che neo­li­be­ri­ste della Com­mis­sione Euro­pea, che metta al cen­tro il lavoro, il supe­ra­mento degli squi­li­bri regio­nali, la neces­sità di una comune poli­tica eco­no­mica e mone­ta­ria espan­siva, l’archiviazione del fiscal compact.

È evi­dente a tutti che le poli­ti­che di auste­rità sono state in que­sti anni fal­li­men­tari e con­tro­pro­du­centi: è aumen­tata ver­ti­gi­no­sa­mente la disoc­cu­pa­zione, è cre­sciuta la povertà, l’economia euro­pea è affon­data da tempo in una fase di sta­gna­zione e depres­sione ed il debito pub­blico nell’eurozona è pas­sato dal 65% sul Pil nel 2007 ad oltre 95% del 2014.

E il caso della Gre­cia è emble­ma­tico, nelle scelte della troika, di una gestione col­pe­vole in nome degli inte­ressi dei mer­cati finan­ziari e delle ban­che. La Gre­cia è anche, soprat­tutto, il para­digma del fal­li­mento delle poli­ti­che euro­pee. Tsi­pras e Syriza sono invece l’esempio della visione di una diversa Europa fon­data sui diritti e il lavoro e non sulla moneta e le banche.

Se ci fosse l’affermazione di Tsi­pras in Gre­cia, anche la sini­stra ita­liana dovrebbe trarne inse­gna­mento e gio­va­mento. Sarebbe l’occasione per abban­do­nare le scelte auto­re­fe­ren­ziali e auto­le­sio­ni­sti­che di que­sti anni, evi­tando due impo­sta­zioni ugual­mente sba­gliate: il poli­ti­ci­smo (la mano­vra poli­tica) e l’identarismo settario.

Biso­gne­rebbe sce­gliere la strada della costru­zione di un pro­cesso uni­ta­rio –come hanno fatto Tsi­pras e Syriza in Gre­cia in que­sti anni– nella dire­zione di un campo aperto e plu­rale (sociale e poli­tico) della sini­stra. Negli ultimi mesi in Ita­lia la sini­stra sociale (la mani­fe­sta­zione della Cgil del 25 otto­bre e lo scio­pero gene­rale del 12 dicem­bre) ha ripreso corpo e fiato, ma non ha ancora rap­pre­sen­tanza politica.

Si tratta allora di avviare un pro­cesso reale per «fare come la Gre­cia» e ria­prire la par­tita di una sini­stra senza agget­tivi capace di rilan­ciare la pro­spet­tiva di un’Europa sociale e del lavoro. Que­sta è la sfida che ci viene Tsi­pras e che va rac­colta fino in fondo anche in Italia.

 

*Dal blog dell’autore, che ringraziamo

Autore: admin

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