Maria LOMBARDO- Russel, salvato dalle acque (“The water diviner”. R.Crowe debutta nella regia)

 

Cinema    Lo spettatore accorto*



RUSSEL, SALVATO DALLE ACQUE

The Water Diviner.png

“The water diniver”, esordio nella regia di R. Crowe

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Aspettatevi un film d’avventura, un film storico (ma sulla precisione della ricostruzione dei fatti non ci giureremmo), certo un film sentimentale: per la sua prima prova registica Russel Crowe vola da un continente all’altro, dall’Australia in cui fa l’agricoltore e vede partire i suoi tre figli maschi per la guerra, alla Turchia teatro dei combattimenti della Prima guerra mondiale. Nel 1919, finita la guerra, persa la moglie morta per il dolore di non aver visto tornare a casa nessuno dei tre ragazzi, Connor  (questo il nome del protagonista interpretato dallo stesso attore-regista)  decide che vuol riportare a casa almeno le spoglie dei figli per seppellirli accanto alla loro madre. Ispirata a un fatto realmente accaduto, la vicenda che ha dell’inverosimile (trovare dei cadaveri seppelliti sotto il fango assieme ad altre migliaia non è impresa impossibile) vede Crowe, cuore di papà, in un ruolo da supereroe (dei primi del secolo passato ma sempre supereroe) per il fatto che possiede capacità da rabdomante: così come trova l’acqua nel sottosuolo vicino alla sua casa in Australia, fidandosi delle sue capacità extrasensoriali, è convinto di poter ritrovare i suoi figli. E così sarà  dopo un viaggio di mesi per raggiungere la Turchia e incredibili peripezie.

In sostanza si tratta di un sensitivo e il film vuole essere una bella favola, condita di momenti drammatici, di flashback con scene di guerra dove Connor  vede con gli occhi del cuore quello che i suoi tre figli hanno passato sul fronte. Forse nelle intenzioni dell’attore australiano (rimasto “gladiatore” a vita che un po’ gladiatore è anche qui) “The water diviner” doveva essere un kolossal. E per gli spostamenti geografici e le vicende belliche e postbelliche con le quali deve vedersela, in qualche modo lo è.  Non privo di interesse storico, come sidiceva, per la scelta dei luoghi, per la   scenografia, per i costumi, il film avvince lo spettatore che però ben presto  riscontra i limiti: il ridicolo accento dato ai personaggi turchi quando parlano in inglese con Crowe il quale invece parla tranquillamente con tutti senza problemi, il lieto fine che si intuisce da subito. Infatti dopo tante peripezie e pericoli il nostro eroe buono che fa amicizia con un bambino turco il cui padre non è più tornato dalla guerra, che finisce per innamorarsi della bella albergatrice, avrà la meglio. E come l’acqua è l’elemento che lo mette sulla strada del ritrovamento,  l’acqua lo salverà alla fine da un inseguimento che poteva costargli la pelle. Insomma molte ingenuità. Ma, se non ci si pongono troppi problemi, due ore di avventura sono assicurate. Forse pure con la lacrimuccia finale. Nel cast la bellissima Olga Kurylenko.

(* La Sicilia-8.1.2015)

Autore: admin

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