Franco LA MAGNA- Ad occhi sofferti (“Big Eys”, un film di Tim Burton)

 

 

Cinema    Lo spettatore accorto

 


AD OCCHI SOFFERTI

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“Big Eyes”, un film di  Tim Burton

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“il mio “Big Eyes” è semplicemente un atto d’amore per quei quadri di trovatelli dagli occhi planetari. Le loro sono solitudini incolmabili espresse da impassibili sguardi accusatori. Il mio cinema e tutti i miei incubi sono già dentro quelle cornici. I dipinti dei Keane, di cui comunque sono pieni i musei e le collezioni di un mucchio di star hollywoodiane, da Joan Crawford a Natalie Wood, da Kim Novak a Jerry Lewis, sono all’origine dei miei primi fantasmi cinematografici. Hanno fatto persino capolino in Beetlejuice e in The Nightmare before Christmas. Il bimbetto del mio corto d’esordio, Vincent, aveva incollati sulla faccia a triangolo due globuli “alla Keane”.

E ovviamente anche “La sposa cadavere” ha lo stesso gonfiore oculare di quei bambini sepolcrali. Così il californiano Tim Burton spiega, in un’intervista rilasciata prima dell’uscita del film, origini e ragioni della sua ultima creazione cinematografica, incredibilmente del tutto avulsa da accensioni fantastiche (e tantomeno del consueto horror-soft  dei lavori precedenti), fondando realisticamente il racconto sulla “schiavitù” artistica e morale della pittrice Margaret Keane, oppressa da un marito-despota malefico genio del marketing, che impadronendosi della paternità dei dipinti della moglie assurge a fama mondiale e diviene in pochi anni ultramiliardario.

Dell’incredibile, stremata, remissività e accettazione del ruolo subalterno l’ancor vivente Keane (ma siamo in anni piuttosto lontani dalla rivoluzione femminista) riuscirà a liberarsi soltanto dopo un decennio di avvilente e straniante sfruttamento, finalmente denunciando il coniuge (morto nel 2000) che, incapace di dipingere, verrà condannato dopo una sfida in diretta “all’ultimo olio”. Un irriconoscibile Tim Burton firma il suo personale tributo-liberazione ai fantasmi e alle ossessioni del passato, pencolando tra grottesco e faticosa emancipazione femminile, ma costruendo un film troppo condizionato dall’ansia di verità, privo di colpi di regia e di fantasia. Una noiosa e piatta storia di plagio, che – di fronte all’annosa acquiescenza della frustratissima Keane, incapace di reagire fino al 1986 alla spocchia truffaldina del coniuge-despota-affarista – lascia allo spettatore solo conati di rabbia impotente e spossata incredulità. Interpreti: Amy AdamsKrysten RitterChristoph WaltzJason SchwartzmanTerence StampDanny HustonElisabetta FantoneLeela SavastaJon PolitoPomaika’i Brown

Autore: admin

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