Maria LOMBARDO- Diverso parere. Clint ci interroga e si interroga


Cinema     Diverso parere*


CLINT CI INTERROGA E SI INTERROGA

Nel suo discusso  “American sniper”

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Un pieno di adrenalina e di autentiche emozioni in “American sniper” di Clint Eastwood. Un film d’azione ma di grande spessore psicologico che vede il protagonista interrogarsi e interrogare lo spettatore sulle motivazioni e sulla coscienza di un soldato, sull’eroismo e la gloria, sul senso della vita e della morte, sull’uso delle armi, sul rispetto verso i deboli, sul conflitto fra patria efamiglia. Il vecchio leone Clint Eastwood ci regala una delle sue migliori regie con il film ispirato all’autobiografiadi Chris Kyle, il cecchino americano che uccise più nemici durante la guerra d’Iraq, autore di “American Sniper: The Autobiography” e che dopo essersi ritirato dalle armi finì tragicamente ucciso da un veterano come lui.

Amore e guerra, ingredienti classici, s’intrecciano in un film che va al di là dell’azione militare,il cui limite obiettivo è però essere assolutamente politicallycorrect. L’eroe è l’americano, il ribelle iracheno è un selvaggio. Ma Clint Eastwood parte dal libro e vi resta fedele. L’ottica è quella del soldato, non un soldato brutale bensì un uomo sensibile.

Chris si arruola sotto la spinta emozionale della tragedia dell’11 settembre mentre parallelamente arrivano l’amore, il matrimonio e due figli. Sienna Miller è la dolce e sofferente compagna di Chris, un Bradley Cooper da Oscar che tocca tutte le sfumature emozionali. Con una squadra di cecchini scelti compie missioni rischiosissime per proteggere i marines nella presa di Falluja e nella scoperta del covo del luogotenente di “Al Zarqawi” capo dell’insurrezione contro il governo provvisorio dell’Iraq post Saddam.

C’è una pagina vera della storia recente in questo film che vede il militare interrogarsi sul senso del dovere, sulla gloria, sulla difesa dell’America e provare un vero dolore per i compagni che non è riuscito a proteggere. La scena in cui esita nel prendere la decisione di sparare o no a un bambino iracheno che imbraccia un’armaè davvero grandiosa. Cooper interpreta alla perfezione tutte le sfaccettature del suo personaggio, compresa la sindrome del reduce e la difficoltà dell’essere anche marito e padre da militare al fronte che per ben quattro volte deve lasciare moglie e figli a casa. E’ una forza della natura l’ottantreenne Eastwood che imbraccia la macchina da presa come un’arma. Sorprendenti gli effetti scenografici della scena girata sotto la tempesta di sabbia.

(* ‘la sicilia’ 2.2.2015)

 

Autore: admin

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