Sauro BORELLI- Una storia d’amore e libertà (“Jimmy’s Hall”, un film di Ken Loach)

 

 

Il mestiere del critico

 


UNA STORIA D’AMORE E  LIBERTA’

Locandina Jimmy's Hall - Una storia d'amore e libertà

 

“Jimmy’s Hall”, il nuovo film di Ken Loach

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“Fare un film significa esporre del materiale sensibile alla luce. La zona di sensibilità che trovo particolarmente interessante è il rapporto tra le persone e il loro ambiente. La famiglia, il lavoro, la classe sociale. Gli elementi drammatici che mi attirano sono la forza di battersi per difendersi, la lotta per dare voce a ciò che è di solito represso e il calore dell’amicizia, della solidarietà e della compassione”:  sono questi i principi basilari cui si ispira, di norma, il cinema di Ken Loach.

Ormai in prossimità degli ottant’anni, il cineasta inglese torna ai suoi temi privilegiati con Jimmy’s Hall, una storia d’amore e libertà senza decampare minimamente da quella sua dichiarazione di intenti, per sé sola rivelatrice dell’impronta democratica sia della propria nativa ispirazione sia della coerente milizia dalla parte delle cause popolari, progressiste.

Se si volesse in qualche misura emblematizzare questa sorta di filosofia tutta pragmatica diremmo che già un film di Loach riassume in sé tanti e tali motivi narrativi. Si tratta, in ispecie, di Terra e libertà, prodigo, appassionante scorcio tutto problematico della guerra civile spagnola ove le controverse vicende di un’epopea proletaria danno una rappresentazione esemplare della storia di appena ieri.

Ora, ispirandosi a una pièce teatrale di Donald O’Kelly, Ken Loach affronta – non per la prima volta – un episodio e un personaggio indicativi dei guasti, delle soperchierie che nell’Irlanda tribolata dei corruschi anni Venti e Trenta – con una endemica aria di guerra civile – borghesi cinici, clericali retrivi e militari fanatici perpetrarono contro i ceti più poveri esposti a ricatti e persecuzioni intollerabili.

In breve, Jimmy Gralton, militante democratico costretto a un forzato esilio negli Stati Uniti per le sue idee progressiste e le iniziativi civili-culturali in favore della propria comunità di contadini operai, ritorna in patria nel desolato clima del prepotere dei possidenti, dei preti reazionari. Presto sollecitato dai compagni di un tempo e dai giovani desiderosi di stimoli vivificatori che soltanto il ripristino del vecchio locale – intitolato appunto “Jimmy’s Hall” – fulcro e promotore di danze, canti, gare sportive, serate musicali saprà suscitare proprio come elemento centrale di slanci innovatori collettivi.

Il ritorno di Gralton segna, in effetti, il momento di rottura tra costumi, consuetudini puramente conservatori e le istanze più pressanti del mondo giovanile proteso verso modi di emancipazione da tutti gli arcaici tabù del passato. Ma l’assetto ottusamente dispotico delle istituzioni pubbliche come i casi ricorrenti di veti, proibizioni e persino colpi di mano violenti contro ogni iniziativa modernizzatrice reprime duramente ogni anelito di libertà.

E’, in particolare, contro Jimmy Gralton e il suo locale centro e motore del nuovo che avanza che si scaglia con ricorrenti provocazioni e infine con l’imposizione pura e semplice un nuovo, desolante esilio per il personaggio centrale (autentico, scomparso a New York nel 1945) di questo dramma giostrato, peraltro, dalla mano sapiente di Ken Loach non senza qualche garbata ironia e frequentissime notazioni sociologiche su un’Irlanda ammorbata per anni da un clericalismo bigotto e da un classismo esiziale.

Quanto poi al modo, ai toni cui Ken Loach ricorre con decontratta semplicità – quegli scorci agresti sereni, quella cordialità prorompente delle musiche, delle danze, degli indugi d’amore – si proporzionano sullo schermo in un’apologia calorosa, solidale di un’epopea umana trascinante. Non importa se poi, in definitiva, Jimmy’s Hall suona anche come dolente lamentazione di una battuta d’arresto forzata di un’avventura generosa e sfortunata. Conta, invece, questa fervida “canzone di gesta” che Loach intona a riscatto e gloria di un’idea di progresso, di libertà irriducibile.

Autore: admin

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