Sauro BORELLI- Supereroe…di carta (“Il ragazzo invisibile”, un film di Gabriele Salvatores)

 

 

Il mestiere del critico

 


SUPEREROE….DI CARTA

Locandina Il ragazzo invisibile

 

“Il ragazzo invisibile”, nuovo film di Gabriele Salvatores

****

Vedere l’invisibile. E’ questo il primo azzardo cui si è trovato di fronte Gabriele Salvatore che, da poco reduce dalla impegnativa (e per gran parte riuscita) impresa Educazione siberiana, con la composita, laboriosissima fatica del nuovo film intitolato, appunto, Il ragazzo invisibile.

Ma poi la visibilità o meno dell’adolescente protagonista Michele non risulta soltanto l’unico spunto narrativo sul quale si incardinano variabilmente l’innesco e lo sviluppo della vicenda dislocata nel luogo per sé solo un po’ “alieno” di una Trieste ventosa, percorsa da folate di accensioni fantastiche e di situazioni ai limiti dell’assurdo. In primis, l’esperienza d’eccezione del protagonista, ragazzo irresoluto, legato da affetto alla madre poliziotta, indeciso a tutto e spesso vittima del bullismo dei compagni di scuola. Per giunta, invaghito di una bionda ragazzetta, non sa, non vuole affrontare direttamente la questione.

E’ un grumo di sentimenti e risentimenti che muove il buon Michele in un ambito tutto intricato, così da costringerlo a velleitari sogni di riscatto, di vendetta verso il mondo che lo circonda. La solidale vicinanza della madre non lo conforta granché, mentre chiunque – e in ispecie i compagni di scuola prepotenti – può mortificare ogni sua pretesa di diventare altrimenti, più coraggioso, intraprendente. Finché un bel dì, Michele si accorge sorprendentemente che può diventare, quando e come vuole, invisibile. Dotatosi di un costume un po’ arieggiante ai supereroi di tante saghe fantastiche – una tutina nera con debita maschera per il volto – comincia a dar prova sbalorditiva dei suoi insospettati superpoteri.

A parte comunque piccole rivalse sui suoi persecutori coetanei, Michele intraprende altresì una propria privatissima guerra per cambiare le cose che lo attorniano (e lo angustiano) in modo risolutamente radicale. E questa nuova fase dell’avventura lo conduce, oltreché verso una più consapevole padronanza della propria invisibilità ad affrontare con determinazione e audacia tante altre situazioni decisamente drammatiche. Come, principalmente, la disfida subdola, insidiosissima di un misterioso complotto avanzato da una grintosa banda criminale russa (autodefinitasi “gli speciali” per certe loro caratteristiche fisiche e psicologiche) intenzionata a portare lo scompiglio tra i cosiddetti “normali”, tanto da indurli ad uno stato di sudditanza totale ed esclusiva. Quest’ultimo scorcio del Ragazzo invisibile appare ostentatamente macchinoso e virato su colori, vicende tetri, ma, infine, Michele l’invisibile avrà ragione, grazie all’aiuto della madre e dei suoi nuovi amici della ghenga di delinquenti, poi nettamente battuti.

Film, dicevamo di composita fattura – l’impianto avventuroso si rifà agilmente a sofisticati fumetti, a una sapiente sceneggiatura e, persino, a un curioso romanzo – Il ragazzo invisibile è il frutto di una dispendiosa e avveduta produzione che, puntando sulla tipica commistione di suggestioni fantasy e di irruzioni emotive tutte adolescenziali, si consolida, sotto la salda mano registica di Gabriele Salvatores, in una favola largamente plausibile, seppure di quando in quando attardata in prospettive e azzardi fin troppo temerari.

Definito, a giusta ragione, film destinato ad un pubblico “famigliare”, Il ragazzo invisibile, senza alcun complesso verso i più rimbombanti esempi del cinema fantasy che va per la maggiore – che da Harry Potter e da Lo Hobbit –, procede passo passo in una rappresentazione moderatamente fiabesca che, se gratifica certamente i piccoli spettatori, non lascia del tutto indifferenti quelli più attempati. Omogenei con simili intenti, sceneggiatura, regia e apparato tecnico-artistico in generale contribuiscono alla sostanziale riuscita di un’operina originale che trova inoltre negli interpreti – il giovane esordiente Luca Girardiello (Michele), Valeria Golino (la madre poliziotta), Noa Zatta (Stella), Fabrizio Bentivoglio e Ksenia Rappaport – un punto di forza essenziale, tanto da rendere tutto l’insieme una gradevole, preziosa novità.

Autore: admin

Condividi