Luana BOMBARDI- Danzare l’attesa e la prigionia del cuore (a Bologna, il Chelyabinsk Contemporay Dance Theatre)



Il mestiere del critico

 

 

DANZARE L’ATTESA E LA PRIGIONIA DEL CUORE

Chelyabinsk-Dance-Theatre

A Bologna di scena il Chelyabinsk Contemporary Dance Theatre

 

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“Voglio mostrare che c’è una bellezza diversa, che non è definita da immagini romantiche ma dalla stessa vita russa.” Questa affermazione, tratta da un’intervista a Olga Pona, ospite, nei giorni scorsi, con il suo Chelyabinsk Contemporary Dance Theatre a Teatri di Vita, nell’ambito di “Danze di pace dal fronte orientale” – che ha accolto via via quattro compagnie dell’Europa dell’Est – è indicativa della profonda ispirazione che la coreografa russa ricava dalla propria terra natale per dar vita al suo teatro di danza.

Duplice l’allestimento proposto, uno dei quali presentato in prima nazionale. Diverso l’assetto delle due produzioni, peraltro egualmente efficaci, complice l’ottimo cast di danzatori.

La prima italiana Horizon and beyond, ovvero “Orizzonte e oltre”, è una coreografia che non conosce riposo.  Si affida a quattro corpi di donna infaticabili, quasi elettrici, dall’energia robotica, che, inizialmente, compaiono, scompaiono e ricompaiono in vari punti della scena, in un’alternanza di buio/ luce, utilizzando ogni porzione dello spazio a disposizione; e poi s’incontrano, s’intrecciano, “colloquiano”, con una fisicità potente, ribelle, irriducibile, tessendo una coreografia fatta di sequenze speculari, concatenazioni ricorrenti, invio e ricezione d’impulsi, che migrano da una danzatrice all’altra.

La base sonora sembra talora evocare l’elemento terra, aria, acqua.

La danza astratta, dal moto irrequieto, incontenibile, vede le interpreti contorcersi, divincolarsi, spesso suggerendo una sorta di prigionia del cuore e di disperante inutilità del fare.

Per stessa ammissione dell’autrice, il lavoro intende esprimere la lotta finalizzata alla crescita personale, un’indomita e inarrestabile ricerca del sé, la volontà di elevarsi, di tendere a una meta, o anche di riuscire a realizzare un sogno.

L’altro lavoro che si è avuto modo di vedere, altrettanto intenso e davvero interessante, per le suggestioni che riesce a creare,  reca il titolo di Waiting (“Aspettare” o “L’attesa”) e, demandato a tre uomini e tre donne, è permeato di rabbiosa impotenza.

Nella produzione, nata quindici anni fa, quanto straordinariamente pregnante di contenuti, tanto da lasciare attonito chi assiste, evidente è la volontà di trasmettere la frustrazione di un inappagato desiderio di riscatto e cambiamento; con interpreti femminili, trattenute da funi, che si lanciano sulla scena annaspando vanamente, alla ricerca di un impossibile ancoraggio; e con spettacolari ensemble maschili, pieni di vigoria, acrobatici e ritmati, in cui s’inseriscono anche movimenti tipici delle danze popolari russe.

E’ questa un’operazione decisamente più complessa dal punto di vista drammaturgico-strutturale, che poggia su varie componenti: costumi polifunzionali, effetti scenotecnici, contrappunti cinetici, micro scenografie fumettistico-naif, con caduta di neve, che ritorna anche nell’inquietante tableau finale. Un greve, toccante quanto elaborato affresco esistenziale, che ben restituisce l’idea e il senso più profondo di quella vita russa dalla quale Olga Pona trae alimento e materia teatrale.

 

 

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Bologna- Teatri di Vita

12 – 13 e 14 dicembre 2014

Chelyabinsk Contemporary Dance Theatre

Direzione: Olga Pona

HORIZON AND BEYOND

coreografia: Olga Pona

danza: Maria Greyf, Elena Prishvitsyna, Yulia Abramova, Tatiana Sushchenko

luci: Vladimir Karpov

musica: Roman Dubinnikov, J.S.Bach, Lev Gutovskiy

Prima nazionale

WAITING

coreografia: Olga Pona

danza: Olga Sharova, Yulia Abramova, Tatiana Sushchenko, Vladislav Morosov, Andrei Zykov, Artem Sushchenko

musica: A.Aigei, Tuva folk, Bulgarian – Russian Folk. Sound mix : Olga Pona

costuni e scena: Olga Pona.

luci: Horst Mühlberger

Autore: admin

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