Francesco NICOLOSI FAZIO- A che punto è la notte. Roma, kaput…mundi

 

 

A che punto è la notte



ROMA KAPUTT MUNDI

Il Mafiascismo come metodo universale.

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Pare che non bastassero “solo” 250 richiedenti asilo al business, per questo si raggiunse il numero di 2.500, un incremento del 1.000 %. Si presume che il Ministero degli Interni, ovvero il Prefetto di Roma, non ne sapessero niente  (forse un vice). Altrimenti lo scioglimento per mafia dovrebbe coinvolgere diverse istituzioni. Il Prefetto invece non esclude lo scioglimento dell’Amministrazione Capitolina; ma se ancora non abbiamo capito di cosa sia capace il dott. Marino, siamo quasi certi che è incapace di rendersi organico alla mafia, neanche a quella onnipotente palermitana, quando a Palermo lui lavorava. Questi mafiosi romani, al confronto, sono bruscolini, anche per la Procura.

Di tutta  la vicenda del C.D. “Mondo di mezzo” negli anni a venire si terrà certamente il ricordo di considerazioni storiche e culturali. Partendo da queste ultime, non è solo un caso che il termine usato dagli inquisiti è preso da Tolkien, che notoriamente era un modello dei neofascisti, che a lui intitolavano i campi para-militari, per allenarsi alla lotta contro gli orchi comunisti.

Il dato storico essenziale, che si afferma nella verità giudiziaria (un ossimoro?), è che il metodo mafioso è un criterio esportabile e vincente. La violenza, la collusione e la corruzione (una concessione in due giorni, dopo due anni di attesa) sono formule magiche per fare un gran quantità di denaro facile che “rende più dello spaccio della droga”; si presume per i costi prossimi allo zero.

Per inciso dicono che una famiglia Rom costi fin a 3.000 euro al mese, denari che foraggiano tutta una serie di “assistenze” fornite agli “zingari”; con fatturati che,  per le aziende inquisite, superano le decine di milioni di euro. Il tutto senza dare nulla ai “beneficiati”, che quando sono intervistati ripetono all’infinito quella che pare proprio la verità: “noi non vediamo nulla”. Chiunque può difatti rendersi conto dello squallore e dello stato di assoluto degrado in cui vivono i Rom. I giornalisti  vanno spesso nei campi a fare inutili servizi, senza mai porsi domande. Invece del giornalismo d’inchiesta in Italia abbiamo il giornalismo a richiesta. Chi fa inchieste rischia di persona: Lirio Abate vive sotto scorta, perchè aveva preceduto alcune risultanze dell’inchiesta giudiziaria.

Qualunque onesto cittadino, che ha un credito preso la pubblica amministrazione, incappa nel “patto di stabilità”, che rende quasi impossibili i pagamenti agli onesti. Deve esistere una enorme catena di connivenze, a tutti i livelli dei passaggi finanziari, che fanno miracolosamente aprire le stanze dei tesori pubblici. Del resto la parola d’ordine: “Apriti Sesamo!” era conosciuta solo dai quaranta ladroni. I milioni di poveri “onestoni” non vedono il becco di un quattrino, da sempre.

Ma il vero dato storico è che il limite della palma non c’è più, la mafia dilaga, in ogni sua forma, ad ogni latitudine, con il metodo della violenza e della corruzione, più la seconda che la prima. Non è più la “Piovra”, è un “Blob” che tutto ingloba ed accomuna. Perché in tutte attività pubbliche sono sempre premiate ed avvantaggiate le “3 C”: Cretini, Corrotti e Collusi. Con queste caratteristiche ben ostentate, la carriera, in ogni settore, è sempre assicurata, anche in politica, ricordando però che la collusione deve essere con le organizzazioni mafiose vincenti. Organizzazioni ben accolte anche per l’acquisto di beni immobiliari dello stato (italiano o vaticano?) e dalle banche (idem).

Il metodo della violenza è più utilizzato dalle mafie nei paesi emergenti. Nei paesi democratici un po’ meno. Recentemente si denota una crescente violenza delle forze di polizia. In Messico la polizia consegna gli studenti contestatori ai “Cartelli”, per bruciarli vivi. Negli USA si verifica una sistematica caccia allo spacciatore, con esecuzioni extra-giudiziali. Nei tre casi di pestaggio, emersi recentemente in USA, si è trattato di omicidi di presunti spacciatori. Chi vive nelle grandi città conosce le “difficoltà” che hanno le forze dell’ordine ad intervenire contro lo spaccio. Per motivi tecnici si ha: “tanto fumo e niente arresto”.

Nei casi ripresi dalle telecamere in USA (quanti quelli non ripresi?) le esecuzioni vengono effettuate da squadre intere di poliziotti verso presunti spacciatori, disarmati ed inermi. Sembra quasi una spedizione punitiva. A qualcuno, in Italia, è capitato di assistere ad una “lezione” impartita a qualche spacciatore che non segue le regole: sconfinamenti, creste, ritardati pagamenti, sono tutti buoni motivi per un buon pestaggio. Nessuno interviene, nemmeno la polizia. Soprattutto se il pestaggio (in USA) lo fa la stessa polizia.

Autore: admin

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