Anna CIRILLI- Dora Maar al Polmone Pulsante (uno spettacolo di e con Luisa Sanfilippo)

 

 

La testimonianza*

 

 

“DORA MAAR” AL POLMONE PULSANTE

Di e con Luisa Sanfilippo

DORA MAAR, LA FEMME QUI PLEURE DE PICASSO

Regia e scenografia di Vincenzo Sanfilippo.   Ripresa Video di Piero Simoncelli

Polmone Pulsante. Centro Promozionale delle Arti e della Ricerca. -Stagione Culturale 2014 – 2015.

“Luisa Sanfilippo, nome d’arte di Luisa G. Trovato, artista performer, attrice e commediografa siciliana, è autrice e interprete di “Dora Maar, la femme qui pleure de Picasso” un monologo dedicato alla fotografa, pittrice e poetessa che ha avuto l’avventura, o la disavventura, di essere per sette anni compagna e musa ispiratrice di Pablo Picasso. Una donna certamente complessa e tormentata come appare in alcuni dipinti dal titolo “donna piangente” di Picasso, ma anche acuta, intelligente e politicamente impegnata. Una personalità poliedrica e dalle molte vite. Alla grande artista, la scorsa primavera è stata dedicata la mostra “Dora Maar, nonostante Picasso”, promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia a Palazzo Fortuny.”

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Luisa Sanfilippo nel suo  percorso artistico e di teatro,dove approfondisce la multidisciplinarietà dei linguaggi dell’arte,caratterizza e manifesta l’unicità nella scelta progettuale dei suoi personaggi. Ha sviluppato, nella sua formazione, una scrittura che possa coniugare la drammaturgia con le arti visive, quale ‘sceneggiatura’oltre il teatro e si leghi all’arte in senso totale.L’opera teatrale “Dora Maar” a cui oggi facciamo riferimento, è l’esperienza, la creatività espressa e testimoniata ancora una volta dall’autrice/attrice, che ci presentificauna grande artista interdisciplinare poetessa e pittrice e soprattutto grande fotografa, che con il suo operato ha posto con orgoglio le coordinate di una questione squisitamente femminile di tutto rispetto nel panorama delle avanguardie artistiche del Novecento.

L’autrice struttura lo spettacolo “sulla dimensione dei ricordi” quale compagna e amante di Picasso, raccontando la sofferenza di Dora e come lei abbia sofferto molto per l’abbandono subìto, letteralmente “buttata via” dal grande artista, come amiamo ricordare, nonostante la sua grande personalità. Dora Maar, una donna anticonformista, come appunto fa notare Luisa S., è una donna all’avanguardia, psicologicamente  umbratile, raffinata e attuale.

Quest’aspetto riguardo, la totalità dei linguaggi dell’arte, ci ricorda la performance  “Il Silenzio Eloquente” (suo testo scritto e interpretato per il progetto-mostra: Viaggi nei Mari del Sud) con opere e istallazioni di alcuni artisti (ass.cultur.ArteversoArte:Checco-Cirilli-m.-L.&V.Sanfilippo-Simoncelli)presso la Galleria Immart (1993 – Roma,vicolo del cinque) dove la ricerca artistica della Sanfilippo faemergerel‘importanza della gestualità, del corpo, delle voci,vocilegate ai silenzi. Il ‘Vuoto’ rappresentato dal silenzio e il ‘Pieno’ rappresentato dai gesti, suoni e parole. Parolein libertà legate a un insieme: “gesto-movimento-respiro-silenzio”. Rappresentazione suggestiva che sottolinea l’originalità della sua scrittura.

A proposito della performance di Luisa S., lo storico dell’arte Mariano Apa,ha usato questi termini: “Azione che è Installazione”, cioè lei, il suo corpo è come dire l’opera d’arte, un corpo d’arte, difatti è un mettere in mostra l’opera del proprio corpo attraverso appunto la gestualità, la vocalità, il movimento.

Pressol’allora  Galleria Immart in Trastevere, le opere degli artistierano allestite sia nel piano superiore che nei sottostanti locali(grotte, con frammenti di archeologiae precariadiscesa/salita)  per cui la performer, ne “Il silenzio eloquente “,  estendeva e  dipanava l’azione con una fune (corda da mare), e  risaliva verso il piano superiorecontinuando a coinvolgere nella performancele istallazioni,sculture e opere pittoriche.

Ritornando con delle mie riflessioni su Dora Maar c’è da ritenere che quest’ artista in realtà è stata letteralmente divorata da Picasso, e questo suo apparire come donna anticonformista ladistrugge e quasi lo annulla. PicassoLa divora proprio come il Minotauro, personaggio più appropriato per impersonarlo; mentre Dora ‘MUSA’ è la personacui Picasso ruba tutto e lo faràripetutamente nella sua vita con altre donne, sue Muse.

La Sanfilippo ci rappresenta,con vibrante chiaroscuro psicologico,una Dora Maar avanzata negli anniche,allontanata la sofferenza dell’abbandono, quando era ancora giovane e bella, ma fragile, non è riuscita poi a trovare un amore …,non saprei …, un altro Minotauro?  Come lei racconta è vissuta con quest’uomo (Picasso) e che  dopo il genio (Picasso) poteva esserci solo Dio.

Trovoconsolatorio questo rifugio cui dà vita Dora che acquieta se stessa ricordando il buono del vissuto chele ritorna nella memoria, proprio perché con Picasso ha trascorso il massimo di ciò che poteva credere per sé.Pur intravedendo il limite di Dora che nell’anzianità ripensa agli unicimomenti con Picassoin cui leisi è sentita una donna felice, libera,per lei, è subentrato un lungo periodo di vuoto esistenziale. In quella sua scelta disolitudine all’insegna della sopravvenuta fragilità,è stata aiutata e curata da Jacques Lacan,psichiatra e filosofo francese, nonché uno dei maggiori psicoanalisti, a cui si è sostenuta  per sopravvivere. Immersa in un ritiro volontario, ha trasformato le  sue enigmatiche afflizioni esistenziali – soprattutto  la fine  della sua relazione con il  pittore – in emozioni positive, dedicandosi  interamente alla sua attività artistica come unica ragione di vita.Muore novantenne, nel 97. Ecco Luisa Sanfilippo ci rappresenta il vissuto intenso, quello che è nella memoria e nel ricordo di Dora Maar con Pablo Picasso.

*(A. Cirilli. Pittrice )

 

Redazionale  .

Dopo lo spettacolo, molto applaudito, tra gli ospiti convenuti si è aperto un interessante dibattito, come si usa fare al Polmone Pulsante, dove si è condivisa la scelta d’una performance teatrale  ispirata alla “trance de vie” di Dora Maar la cui caratura ontologica ed esistenziale,  è tutt’ora  da ripensare, riscrivere, riqualificare sotto il segno di quella simbiosi (ovviamente estrema) di arte e di vita che, accomuna il “coté letterario” parigino di cui Picasso andava contornarsi. Dora Maar fu testimone d’eccellenza della realizzazione del capolavoro Guernica, fotografando giornalmente l’evoluzione grafico-pittorica dell’opera Guernica, peraltro partecipando (alla sua realizzazione) con il fervore “nascente” dell’innamorata, insieme ad una spiccata autonomia creativa e forza di giudizio critico. Le pagine della Sanfilippo ne sono una splendida testimonianza, dovendosi peraltro  considerare  esempio di scrittura che usa i quadri scenici “Le donne Piangenti” come “tableaux vivant” – onde  riverberare la luce di un’epoca culturalmente travagliata in cui ha luogo  il riscatto delle “pari opportunità” attraverso l’annuncio della   “questione femminile”. Da incastonarsi nella più felice delle stagioni delle  avanguardie europee.

Ed infatti la cifra stilistica della Sanfilippo  (già autrice de “Il tempo sbandato”, “Il silenzio eloquente”, “Dante, imaginary conversations”, “Lady Hérodias, il sogno”; è imbastita mediante il succoso  distillato delle “fonti documentate”, unitamente ad una progettualità drammaturgica  condotta con abile, collaudato senso dell’approdo scenico. Il che va a potenziare la qualità letteraria del testo che sussiste, autonomamente, anche come monologo interiore, flusso della memoria (critica, emozionale, evocativa), declinazioni dell’io-narrante.

POLMONE PULSANTE

CENTRO PROMOZIONALE DELLE ARTIE DELLA RICERCA

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Autore: admin

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