Francesco NICOLOSI FAZIO- De-lirio (“Dollirio” di Nino Romeo, con Graziana Maniscalco. Teatro del Canovaccio, Catania)

 

 

Teatro    Lo spettatore accorto

 

 

DE-LIRIO SPETTACOLO - TEATRO, AL 'CANOVACCIO' DI CATANIA, IN APERTURA DI STAGIONE, DA STASERA AL 30 NOVEMBRE IN SCENA 'DOLLIRIO' DI NINO ROMEO, CON GRAZIANA MANISCALCO E NINO ROMEO

“Dollirio”  di Nino Romeo


Con: Graziana Maniscalco e Nino Romeo   Regia e luci: Nino Romeo   Scene e costumi: Umberto Naso    Musiche: Franco Lazzaro    Premio InScena 2007 (Ass.nazionale critici di teatro)  -Al Teatro del Canovaccio – Catania

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Da anni apprezziamo, seguiamo e condividiamo il percorso artistico e culturale di Nino Romeo e Graziana Maniscalco. Per quest’ultima ci siamo espressi in tal senso: “Attrice di vivido temperamento, filtrato da misura interpretativa e razionalità dell’espressione….” Ciò nel Premio InScena 2007. Per Nino necessiterebbe un piccolo trattato, per analizzare ed apprezzare le scelte artistiche, coerenti ad una elaborazione testuale trentennale, che coniugano il teatro di ricerca alla riscoperta/difesa  della lingua siciliana. Dico lingua per la semplice considerazione che i dialetti nascono dopo le lingue, mentre il siciliano ha preceduto l’italiano, ovvero il siculo-toscano.

Mara, giovanissima catanese, dopo l’uccisione dei suoi genitori, chiede vendetta al boss Don Lirio, che potrebbe forse anche essere il mandante. Entra come serva nella casa del mafioso, per risalire a sempre maggiori ruoli che la porteranno verso la vetta della “famiglia”, diventando l’artefice del suo salto di qualità: da mafia di quartiere alla città intera, finanziando un costruttore milanese…. per giungere alla finanza internazionale. Come un personaggio Shakespeariano, la sua ascesa è puntellata da inganni e delitti, fino all’uccisione del marito imbelle, figlio del boss, forse  vero padre dei figli. Una spietata corsa verso il nulla. “Io ho fondato la mia causa sul nulla”. Battuta prima del sipario

Un vero e proprio monologo (con la presenza silente di Romeo/Don Lirio) poderoso e compatto, che cattura la platea con un ritmo ed una eloquenza vorticosi, anche nel non detto, elemento che, grazie alle perfette pause calibrate di Graziana, si tramuta in interi capitoli nascosti, ma come affrescati, anche soltanto dall’inarcar di un ciglio.

Un tema attualissimo, all’epoca quasi profetico, che stigmatizza la situazione odierna del potere mondiale, che da tempo ci pregiamo di sintetizzare  con la parola Mafiascismo.

Una lezione di teatro. Un teatro che ci offre comunque una speranza: quella di poter sapere e vedere rappresentata la nostra condizione umana, in una sintesi che travalica la visione politica, per giungere alle altissime vette del dramma umano, del dolore senza riscatto e del pegno che tutti diamo ogni giorno all’esistenza.

Come fa dire Romeo a Mara: “ripassare trent’anni al setaccio di una coscienza rinnovata”, anche noi potremmo riguardare il nostro tremendo adeguarci alla odierna realtà umana quasi tragica, che ci tramuta in esseri peggiori. L’universalità del messaggio artistico diventa un salutare pugno nello stomaco.

Altri, invece, godono di devastanti ed irreparabili deliri di onnipotenza.

Autore: admin

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