Mino ARGENTIERI- Lettere da “Cinemasessanta”. Alzare lo sguardo….

 

 

Lettere da Cinemasessanta

 


ALZARE LO SGUARDO

Premiando il coraggio, nel fumo dei mass media

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Il Ministero per i Beni culturali ha preso la buona iniziativa di promuovere la proiezione del film di Olmi sulla prima guerra mondiale in giro per il mondo, presso le ambasciate italiane, i consolati, gli istituti di cultura che operano all’estero e in ogni altro luogo che ci rappresenti. Bene, benissimo. Niente da eccepire: al contrario, è un esempio da imitare e replicare, cominciando a porsi, a livello politico-istituzionale, il problema, non trascurabile, di diffondere il miglior cinema italiano al di fuori dei circuiti e degli scambi commerciali, per perseguire un fine prettamente culturale: far conoscere la nostra lingua, la nostra cultura. Altri paesi questo compito se lo sono posto, alcuni in modo egregio, altri un po’ meno.

E se è vero che negli ultimi decenni tagli per queste attività sono stati imposti dappertutto, è altresì innegabile che a patirne siamo stati noi, che partivamo da posizioni disagiate e di inferiorità. Sarebbe tempo piuttosto che la questione fosse affrontata con serietà e sollecitudine, diventando consapevoli della necessità di organizzare una efficiente rete che funga da sollecitazione per un interesse ai prodotti artistici di casa nostra, una delle tante basi su cui si costruisce una “domanda” che può avere effetti anche sul terreno economico, almeno a lungo andare.

Premiato il coraggio

Inaspettatamente, imprevedibilmente è accaduto il miracolo: Il giovane favoloso di Mario Martone ha riscosso un clamoroso successo di cassetta nonostante le tiepide accoglienze di molti critici a Venezia, rispettosi ma poco entusiasti. Se ne riparlerà nel prossimo numero di Cinemasessanta. Accontentiamoci per ora di una valutazione parziale e sommaria: il pubblico, una volta tanto, ha premiato il coraggio di uno dei registi più rigorosi della cinematografia nazionale e della RAI che è stata decisiva nel consentire l’attuazione di un progetto ardito e originale, recuperando così la migliore tradizione, quella di Padre padrone, Strategia del ragno, San Michele aveva un gallo, Galileo e altri memorabili titoli.

Nessuno avrebbe scommesso sulla vittoria di un film che ha per protagonista un poeta,deceduto in giovane età, Leopardi, spesso equivocato a scuola, più famoso per la gobba che per la sua poesia e il suo pensiero.

Un insegnamento si trae da questo episodio e riguarda gli autori, l’industria dell’ audiovisivo e la politica: osando si rischia, ma si va avanti, si migliora e si contribuisce alla maturazione intellettuale della collettività.

E’ una strada da non abbandonare e da percorrere, mettendo a disposizione le risorse indispensabili: ciò che oggi avviene in modo inadeguato e saltuario.

Nebbia e fumo nei mass media

Nei giornali, alla radio, in televisione il ritornello non cambia mai a la sordità dei commentatori, degli intervistati e dei cerimonieri è  a prova di bomba. Si cita la Destra, si menziona la Sinistra o il Centro-sinistra, riferendosi all’attuale scenario politico-parlamentare, ma la confusione, se non il vero e proprio imbroglio, è totale. Alcuni attribuiscono al governo in carica una colorazione moderato-centrista, ma a non essere ciechi né mentecatti è chiarissimo che il dicastero Renzi poggia su una alleanza con una formazione di Destra, rappresentata da Alfano e dai suoi colleghi. Dunque, si è al cospetto di una compagine governativa di Centro-destra. E’ la definizione corretta di una collaborazione in cui la Sinistra c’entra come il cavolo a merenda.

A confermarlo è un partito, il PD, che, ricostituitosi dopo precedenti traversie, ha cancellato la parola”Sinistra” nei suoi programmi, nei simboli e in una ideologia fondata sul superamento delle classiche ripartizioni, una svolta di cui non si sono accorti (o simulano di essere ignari) gazzettieri disinvolti, pseudo filosofi, politologi da quattro soldi, sondaggisti inattendibili. Questo gioco impedisce di far chiarezza a milioni di persone che vivono la politica epidermicamente ed emotivamente, prive di un consistente corredo culturale. E resta il fatto che se esiste ancora una Sinistra, né la stampa (nel novantotto per cento dei casi), né la radio, né le televisioni alzino un dito per aiutarci a identificarla e conoscerla. Meglio la nebbia lessicale e i fumi concettuali.

Autore: admin

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