Cristiana MARCHETTI- I segreti di Dublino (“The Dubliners” da Joyce. Regia di Giancarlo Sepe. Teatro La Comunità, Roma)

 

Teatro   Lo spettatore accorto

 


I SEGRETI DI DUBLINO 

Nella riproposizione scenica di “The Dubliners” da Joyce, regia di Giancarlo Sepe, al Teatro La Comunità, Roma

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Gia’  varcando la soglia , in uno spettacolo di Giancarlo Sepe , si e’ sicuri di assistere ad una   rappresentazione di ricercata raffinatezza ed originalita’ dove l’ impatto visivo e auditivo e’ sempreviscerale e sacrale al tempo stesso. Tutto questo si conferma in “The Dubliners” liberamente tratto dal  famosissimo testo di James Joyce ed in particolare inerente al racconto”I morti” del 1907. L’aria dei primi novecento invade la sala.

Sul fondo sagome di  personaggi della Belle Epoque,affascinanti figure   in bianco e nero all’alba di rivoluzioni sociali,politiche e tecnologiche senza precedenti.  L’atmosfera piena di nebbia sa di stazione,di fumo ,di treni in partenza.  I corpi abbandonati  ed  immobili     sono ordinatamente disposti ai lati dell’enorme tavolo pieno di  fiori colorati.

Fremiti vitali , scosse parossisitiche ,fanno tornare in vita i Dubliners che ripercorreranno episodi  centrali della loro infelice esistenza.  Sullo sfondo, tagliati da una splendida luce trasversale, come solo Sepe ha saputo e sa disegnare, i morti redivivi  si  vestono a festa con fermi immagini ritmati e suggestivi.

Riferimenti alla gioia,allo stato estatico  del ballo e del canto  fino all’ubriachezza  tipici della quotidianita’ Irlandese si alternano    incessantemente  e    brillantemente , sostenuti da attori in perfetto ascolto reciproco .

Episodio centrale,durante il ballo annuale delle Signorine Morkan in cui la potente voce di Caterina  Pontrandolfo ci coinvolge in una suggestiva aria di festa,il dialogo,rigorosamente in inglese, del Sig   Gabriel   Conroy e sua moglie Gretta.

Nevica.

Gabriel in un impeto di passione per l’amata consorte viene respinto ed amareggiato dalla confessione  del la moglie. Il rimpianto che Gretta  avverte nel ricordo di un  giovane spasimante morto dopo aver sfidato ,pur di    vederla,la sua gravissima malattia e’ per Gabriel cocente e doloroso.

La gelosia e l’invidia per qualcuno che ha saputo sacrificare per amore la propria vita fa sentire a   Gabriel la    propria pochezza e la propria morte emotiva.   Una vita breve ma  furiosamente intensa e’ dunque da preferirsi ad una vuota , routinaria e scarsamente appassionata?

Chi  dunque muore nonostante sia in vita e chi vive  piu’ che mai nel ricordo nonostante la morte?

Una performance  estremamente  fisica ove l’abinamento  della prossemica e l’eccezionale controllo del corpo  manifestata dagli interpreti  permette  di  concentrare la propria emozione  sui visi sudati, sul ceruleo colore dei morti che, gradatamente   sciogliendosi, torna roseo e vitale,sugli sguardi fissi degli attori sulle prime file.   Testi  minimali,luci e musiche sapientemente equilibrate,simbolismi  affascinanti ed evocativi.

Giancarlo Sepe (che non a caso  è stato tra i maestri dell’avanguardia italiana anni settanta) ancora una volta ci da una grande prova da mago illusionista, trasportandici per mano  nell’ennesima   favola  che rappresenta sul palco la parte piu’ intensa ed affascinante delle nostre vite.

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The Dubliners. Da J. Joyce Regia Giancarlo Sepe

con (in ordine alfabetico)

Giulia Adami,Lucia Bianchi,Paolo Camilli,Federico Citracca,Manuel D’amario, Giorgia Filanti, Domenico Macri’,Caterina Pontrandolfo,Guido Targetti    Voce : Pino Tufillaro   Scene e costumi   di Carlo De Marino   Musiche a cura di   Davide Mastrogiovanni e Harmonia Team   Luci   di Guido Pizzuti     Scenografo collaboratore:    Lorenzo Castelli   –  Ufficio stampa:   Pasquale Di Maria –  Produzione    Bis Tremila   srl   –  Organizzazione:    Teresa Rizzo. Roma, Teatro La Comunità  (debutto avvenuto all’ultima edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto)

 

Autore: admin

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