Teatro di Rifredi (Firenze)- Sino al 26 ottobre, “Carmela e Paolino” di J.Sanchis Sinisterra

 

 

Cartellone


Teatro di Rifredi di Firenze

fino a domenica 26 ottobre

PUPI E FRESEDDE-TEATRO DI RIFREDI – TEATRO STABILE DI INNOVAZIONE

CARMELA E PAOLINO
varietà sopraffino

di José Sanchis Sinisterra
traduzione, adattamento e regia di Angelo Savelli
con Edy Angelillo e Gennaro Cannavacciuolo
arrangiamenti e musiche originali Mario Pagano
scene e costumi Tobia Ercolino
luci Alberto Mariani
musiche eseguite dal vivo da
Marco Bucci-pianoforte; Ruben Chaviano-violino; Simone Ermini-sassofono e clarinetto
assistenti alla regia e figuranti Mattia Rigatti e Samuele Picchi
movimenti coreografici Stefano Silvestri e Cinzia Cascianini
collaboratore alla traduzione Josep Anton Codina
performing rights of the author are managed by The Agency QDEQUINTANILLA

Il lungo successo di uno spettacolo fortunato

Dopo sedici anni rinasce sul palcoscenico di Rifredi una delle più ammirate ed amate produzioni di Pupi e Fresedde, che – come i migliori spettacoli di Angelo Savelli diventati dei piccoli cult (“Don Giovanni”, “Gian Burrasca”, “L’ultimo harem”) – ha conservato intatta negli anni la freschezza del racconto e la capacità di divertire e stupire.
Debuttò nell’estate del 1990 al Festival di Radicondoli questo fortunatissimo spettacolo destinato a ben otto anni di successi che lo hanno portato in lungo e largo per l’Italia ma anche, varcando i nostri confini,  in Argentina, Portogallo, Spagna, Francia, Belgio, Turchia.
Un felicissimo mix di grandi talenti, quello dell’autore Sinisterra che ha scritto “Ay Carmela” (questo il titolo originale) dal quale Carlos Saura ha tratto un film candidato all’Oscar, il puntuale adattamento e la regia di Angelo Savelli che in accordo con l’autore ha trasferito, con mirabile effetto comunicativo, la vicenda dalla Spagna del ’38 all’Italia del ’44 e quello dei due straordinari interpreti, una frizzante Edy Angelillo e un trascinante Gennaro Cannavacciuolo.
Carmela e Paolino racconta la vicenda di due oscuri attori di varietà che a Pratola Peligna, un piccolo paese degli Abruzzi, nell’inverno del 1944 cadono prigionieri dei nazifascisti e sono costretti, loro malgrado, ad improvvisare per le truppe uno scalcinato ma esilarante spettacolo dal tragico esito finale.
Uno spettacolo, comico, popolare e musicale, un’accattivante performance per due consumati attori brillanti che, accompagnati dal vivo da tre affiatati musicisti e grazie ad un ben congegnato meccanismo drammatico, possono cimentarsi su più piani espressivi (recitazione, canto, coreografia). Un omaggio affettuoso e competente ad un certo teatro “basso” italiano, dal varietà all’avanspettacolo, ma anche un’amarognola riflessione sulla capacità o l’incapacità d’indignarsi di fronte alla dignità umana calpestata sia dagli orrori della guerra che dall’indifferenza e dalle piccole vigliaccherie quotidiane.


Per info: 055/4220361 –  www.toscanateatro.it
Teatro di Rifredi Via Vittorio Emanuele II, 303 – 50134 Firenze

Autore: admin

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