Francesco NICOLOSI FAZIO- Dopo il summit Pd. Art.18 e misteriosa agenda di governo

 

Dopo il summit PD



EMERGENZE E PRIORITA’

 

La misteriosa agenda di governo

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Parafrasando i medioevali crociati il governo ci implementa: “Lui lo vuole!”. Dove per Lui e per cosa non ci si riferisce all’Altissimo, né di arrivare a Gerusalemme, ma a Draghi (cognome molto medievale) che ci esorta ad “entrare” nella Gerusalemme celeste, il castello che ha per simbolo l’Euro al centro e tante dorate stelle a coronarlo. Il paradiso delle “riforme”.

Dopo l’esilarante missione americana, dove Renzi, preso d’invidia per il fluente inglese di Napolitano, ha mostrato i muscoli ai lavoratori italiani e fatto la pax con Marchionne, il governo è alle prese con il problema più urgente sul tappeto: l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Ci  spiace essere d’accordo con Minzolini il quale mostra una doverosa lucidità nell’affermare: “Ma è questo il problema più urgente dell’Italia?” Detto da un anticomunista è come dire che Renzi ha spostato il baricentro del suo governo dalle parti della destra più retriva, incolpando gli altri di essere “conservatori”.

In tanti paesi europei, Germania compresa, ci sono validissime norme a tutela dei lavoratori, che non sono un deterrente per gli investimenti. Viene da pensare che il nostro governo vive in un latro pianeta. Le sue priorità sono state la incredibile riforma del Senato ed oggi l’abolizione dell’art. 18. Tra le motivazioni che con alto senso della politica Matteo enunciava brilla la seguente: “Se si deve licenziare qualcuno lo deve dire il padrone, non il giudice!” Ricordo un divertente gioco di parole paterno teso all’affermare il potere dell’imprenditore: “Se ho una ditta sono un dittatore!” Tautologico. Nei rapporti di lavoro bisogna eliminare qualunque concetto di democrazia. Arriveremo allo “Jus primae noctis” e poi riconquisteremo Gerusalemme. Il Dio denaro lo vuole.

Qualunque cittadino italiano, anche non maggiorenne, sa con esattezza quali sono i problemi che rendono impossibile investire e vivere in Italia. Seguirebbe notissimo elenco. Per continuità intellettuale continuo a citare almeno il Mafiascismo, l’intreccio burocratico-politico-mafioso che sconfigge il (presunto) libero mercato.

Ma quello che sconcerta ancor più è l’assoluta serenità del nostro governo che non prevede, neanche per incidente, che ci faccia sapere quale è il suo programma. Renzi non l’ha votato nessuno, è salito al governo solo vincendo le primarie del suo partito e tradendo il governo Letta con una spudoratezza da trivio, ci trascina in presentazioni di serate promozionali con proiettori e disegnini, circondato da belle donne quasi tutte toscane, senza mai mettere sul tavolo un foglio con su scritto: “Voglio fare questo”, possibilmente con proposte, numeri e date. Probabilmente la crisi economica, che ha ridotto a zero i gadget natalizi, ha determinato il fatto che nessun rappresentante di commercio ha fatto omaggio a Renzi di una agenda per il 2014. In realtà forse lui necessita, oggi, di una speciale agenda, che invece di 365 gg ne contenga 1.000 (un medievale: “mille e non più mille”), ma in ogni caso non abbiamo mai visto quella che si usava dire l’“Agenda di governo”. Non l’abbiamo mai vista, neanche chiusa.

Siamo realmente disperati, perchè tanti italiani si illudono che quest’uomo è la nostra ultima speranza. Altri sperano nel ritorno dell’uomo di Arcore. I giovani sperano di espatriare.

Beati tutti loro.

Autore: admin

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