Rovito (Cosenza)- Un film concerto di J.Demme su Neil Young (23 settembre)

 

Rassegne estive

 

 

NEIL YOUNG

Solitario cavaliere elettrico per le strade blu del rock

****

Per il nono incontro del ciclo Ombre Sonore. Storie di musica attraverso il cinema, la rassegna ideata insieme a Giuseppe Scarpelli .  Martedì 23 alle ore 21.15 a Rovito (Cosenza) Ugo G. Caruso presenta Heart of gold (2006), straordinario film-concerto di Jonathan Demme dedicato a Neil Young, inossidabile grande loner della musica rock.

“Dopo il tributo a Leonard Cohen ed auspicabilmente  quanto prima alla stupenda “lady of the canyon” Joni Mitchell- afferma Caruso –  non poteva mancare una serata dedicata ad un altro grande canadese che tanti della mia generazione, troppo giovani per aver assistito all’esordio di Bob Dylan e già formati  nel gusto al momento dell’affermazione di Bruce Springsteen, sentono come il songwriter a loro più caro, Neil Young , un artista che amo da sempre e che è stato molto importante nella mia formazione musicale e umana sin dai tempi del liceo, nei primi anni settanta e che finalmente ho avuto il piacere di ammirare dal vivo a Roma, in una delle sue rare esibizioni italiane, in un denso e trascinante concerto all’Ippodromo di Capannelle a Roma, nell’estate 2013. Della sua sterminata produzione discografica da solista o con i Buffalo Springfield, come CSN & Y o con i Crazy Horse ci sono comunque – continua Caruso – una decina di album immancabili per qualunque serio appassionato di rock.

Lo straordinario film di Jonathan Demme è un atto d’amore, d’amicizia e d’ammirazione per Neil Young, un autentico monumento audiovisuale dedicato ad un artista carismatico che ha attraversato mezzo secolo di musica rock seguendo solo la propria ispirazione, un’impresa riuscita soltanto ai pochi che hanno potuto contare su una creatività così longeva e debordante. Heart of gold documenta le due vibranti serate tenute da Neil Young il 18 e 19 agosto del 2005 al glorioso Ryman Auditorium di Nashville insieme alla sua band, ai musicisti che lo accompagnano da anni, alla splendida e sempre bellissima Emylou Harris, alla corista Diana DeWitt e alla moglie Pegi Young nel 2006. I due concerti inaugurano il tour legato al nuovo album, Prairie Wind, ma a conferire all’evento un significato particolare e più drammatico è la recente scoperta di un aneurisma per il quale l’artista dovrà sottoporsi ad un delicato intervento alla testa solo due giorni più tardi. Dunque i concerti di Nashville, quando vennero filmati, avrebbero potuto rappresentare il testamento artistico del cantautore canadese-californiano, la cui vita è stata già segnata da altri eventi gravi. Per fortuna non fu così.

E “the loner” è ancora vivo, attivo e ruggente come sempre, instancabile nel proporre ancora la sua musica sempre riconoscibilissima ma mai uguale o scontata, tra “traslucenza acustica e odissee elettriche”. Qui, lui e i suoi molti compagni d’avventura presenti on stage sciorinano fluidamente i brani della nuova fatica discografica insieme a qualche classico del suo repertorio, quel songbook leggendario riproposto in versione unplugged, immersi in una calda luce dorata. D’altronde, per l’occasione davvero speciale e a tratti commovente quando il rocker nel presentare le sue canzoni attinge a ricordi ed aneddoti, non indossa la consueta camicia di flanella a quadrettoni ma un elegante completo di lino con cappello a falde larghe. Ci si immerge, anzi si sprofonda con estatico abbandono in quell’oceano di musica e sembra di ripercorrere la sua (e in parte la nostra) vita, tanto ci suona familiare la sua opera.

Da quando, a capo di una formazione chiamata The Squires, faceva ballare i teenager alle feste liceali di Winnipeg, Canada all’assunzione al ruolo di idolo della Woodstock Generation con Crosby, Stills e Nash, da supereroe vulnerabile e solitario negli anni Settanta a bizzarro trasformista negli anni Ottanta e poi vigoroso rocker riconosciuto quale padre nobile dalla generazione grunge degli anni novanta, irrinunciabile riferimento per l’evoluzione dell’alternative country e dell’alternative rock in generale. Il film-concerto di Demme documenta in modo definitivo, grazie ad una performance registica strepitosa, il percorso di questo artista solitario e tormentato che con una sincerità ed un’intensità ineguagliabili ha cantato senza sosta se stesso, la propria vita, l’America, la politica, gli affetti. Proprio per tutte queste ragioni rappresenta una testimonianza imperdibile di rara bellezza.

 

Autore: admin

Condividi