Franco LA MAGNA- Cinema, Recensioni brevi (“Il ragazzo d’oro”, “I nostri ragazzi, “Si alza il vento”)

 

Cinema   Recensioni brevi

 

TRE FILM RECENTI


Il ragazzo d’oro (2014) di Pupi Avati.

E dopo la demenza senile (il terribile e devastante  alzheimer) di “Una sconfinata giovinezza” (2010) arriva adesso anche quella giovanile del “Ragazzo d’oro”. Un irredimibile conflitto del tutto irrisolto in vita con l’odiato padre, soggettista e sceneggiatore di b-movies, si scioglie post-mortem con un’improbabile, totalizzante, identificazione del figlio (alla fine addirittura anche fisica) con l’ingombrante presenza-assenza del genitore, del quale ne ricostruisce il percorso di vita. Il talentuoso ragazzo – accostato al nobile metallo perché colto dal sacro furore di riabilitare il genitore suicidatosi – crea e firma a nome del padre incompreso un capolavoro letterario, finalista e poi vincitore del premio “Strega”. Stremato dalla fatica il giovane impazzisce e finisce in una casa di cura, ormai incurabile. Inutili le caritatevoli premure della madre e la tardiva concessione sessuale della donna amata, fino ad allora ritrosa al rapporto. Stravagante e stanco melodramma firmato dall’ultrasessantenne regista bolognese (prodotto – more solito – dal fratello) subito riconosciuto “d’interesse culturale nazionale” (come il 99% dei film italiani), in cui la presenza di Sharon Stone, forse nel discutibile tentativo di lanciare il film all’estero, stona come i cavoli a colazione.                                                                            Interpreti: Riccardo Scamarcio, Giovanna Ralli, Cristiana Capotondi, Sharon Stone.

I nostri ragazzi (2014) di Ivano De Matteo.

Familismo fraterno e familismo paterno. Quale dei due prevarrà? Famiglie della buona borghesia, due fratelli (uno avvocato, l’altro medico, come spesso avviene in latente conflitto), due mogli e ragazzi difficili cresciuti nella bambagia. Cene in ristoranti eleganti, case chic, macchinoni sgargianti. In apparenza tutto fila liscio, ma “i nostri ragazzi” (due adolescenti, un giovane ombroso e butterato ed una svolazzante sedicenne) covano rabbie inespresse e livori inascoltati. Al ritorno d’una festa, gasati, ammazzano una povera mendicante. Ripresi da una telecamera di controllo finiscono a “Chi l’ha visto”. La protezione familistica scatta immediatamente, ma scoperta la cinica amoralità della figlia il padre della ragazza decide di denunciare tutto. Finale tragico. Ipocrisia borghese, conflittualità latenti, violenza gratuita, limiti e responsabilità della famiglia, vuoto pneumatico di certe fasce giovanili, ottuso smarrimento dei valori. Di materia incandescente ce ne era anche troppa, ma De Matteo infila tutto in un calderone che sa troppo di urgenze televisive ed opta per una cruenta e frettolosa conclusione che conferma la superficialità dell’indagine.                                                                              Interpreti: Alessandro, Gassman, Giovanna Mezzogiorno Luigi Lo Cascio, Barbora Bobulova, Rosabell Laurenti Sellers, Jacopo Olmo Antinori.

 

Si alza il vento (2013) di Hayao Miyazaki.

Tra iperrealismo ed onirismo, balugina nelle sale italiane l’ultimo Miyazaki, con una storia ispirata all’ingegnere aeronautico Jirō Horikoshi e tratto dal manga omonimo, sceneggiato e disegnato dallo stesso regista. Tra orrori bellici e delicata storia d’amore il maestro dell’animazione nipponica riesce a creare un magico equilibrio, partendo dal tradizionale Giappone del 1918 fino arrivare alla tragedia della seconda guerra mondiale. Un arco temporale lungo trent’anni. Caproni, ingegnere aeronautico italiano, è per Jirō (che costantemente l’incontra nei suoi sogni) fonte d’ispirazione e sprone continuo. Ma l’animazione non inganni i genitori, trattandosi di un film decisamente per adulti. Presentato in concorso alla 70ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il film è ispirato all’omonimo romanzo di Tatsuo Hori.

Autore: admin

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