Monica SCHIRRU- Teatrodanza 2014, “Tauberbach” di B.Bodin (Moncalieri Fond.Limone)

 

 

Danza     Lo spettatore accorto


TAUBERBACH

ideazione e direzione Alain Platel

creato e interpretato da Bérengère Bodin, Elie Tass, Elsie de Brauw, Lisi Estaras, Romeu Runa, Ross Mc Cormack– drammaturgia Koen Tachelet, Hildegard De Vuyst

Moncalieri, Fonderie Limone-prima italiana- 9 settembre 2014

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Torinodanza 2014 apre i battenti con un appuntamento di caratura internazionale: Tauberbach con les ballets C de la B, diretti dal coreografo belga Alain Platel, partner del festival dal 2005.

E’ un lavoro nato da due fonti ispiratrici: il film documentario di Marco Prado “Estamira”, testimonianza della vicenda di una donna brasiliana, schizofrenica, che ha passato la sua vita in una discarica a Rio de Janeiro; il progetto dell’artista visivo polacco Arthur Zmijewski su Bach cantato da un coro di sordi, “Tauberbach”, per la Thomaskirche di Lipsia.

La scena si apre su uno scenario apocalittico: un’ enorme discarica rappresentata da mucchi di stracci e vecchi abiti colorati, ammassati in grande quantità e distribuiti disordinatamente sulla scena. Fortissimo l’impatto visivo. In questo luogo di desolazione, traccia di un’umanità consumatrice nell’essenza, si aggira una donna psichicamente labile, in piena “deriva” mentale, interpretata da un’attrice straordinaria: Elsie de Brauw.

Il suo è un linguaggio frammentato, disconnesso, “dissociato”, in cui il confine tra mondo interiore e mondo esteriore è a tratti sfumato, quasi scomparso. Le sue allucinazioni sonore la conducono ad una voce fragorosa e roboante: quella di una specie di Dio, con cui lei inveisce rabbiosamente. Gli stessi suoni che provengono dal mondo reale sono filtrati da una percezione malata che li deforma, li dilata fino alla completa distorsione.

Intorno a lei si anima un piccolo microcosmo di creature disagiate, malati psichiatrici, disagiati, emarginati, che si esprimono con un linguaggio differente: quello del corpo: attraverso una danza gestuale, intima e fortemente incisiva, che è soprattutto esplorazione ed espressione fisica di emozioni. I movimenti dei ballerini di Platel sono anche quelli dei soggetti distonici ( per lungo tempo oggetto di studio del coreografo belga e della sua compagnia): movenze lentissime, guizzi spastici, incedere barcollante, boccacce. Un’esplorazione che accompagna le “evoluzioni” mentali della donna, in un contesto di umanità così violata nell’esistenza da infondere tenerezza.

Straordinario  il coro di sordi che cantano Bach: voci dissonanti, dall’effetto cacofonico di grande bellezza, che accompagnano questa storia di marginalita’ e disagio psichico, delicata e brutale al contempo.

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(Prossime tappe della tournée italiana: Roma, Teatro Argentina 14-15 ottobre; Bologna, Arena del Sole 18-19 ottobre)

 

 

Autore: admin

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