Francesco NICOLOSI FAZIO- La patria del diritto (il caso del marò in India)

 

Agorà

 

 

LA PATRIA DEL DIRITTO

Per far tornare i marò dall’India, legalmente

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Una ventina d’anni fa un caccia USA, in preparazione della guerra del Kossovo, causò una strage in Friuli, nella funivia del Cernis. La competente magistratura USA stabilì l’incolpevolezza del pilota nell’accaduto. Ciò nonostante le proteste di parte dei politici italiani. Ma i trattati internazionali prevedevano (e prevedono) le procedute seguite ed a tali procedure ci adeguammo, sentenza compresa.

L’espressione “diritto internazionale” è una definizione simile ad un ossimoro: ghiaccio bollente, urbanistica rurale, giustizia amministrativa, ecc.. Ecco che nella nostra Italia (universalmente riconosciuta come la storica patria del diritto) per la vicenda dei marò in India, si cerca invano di appellarci al diritto internazionale, senza  però porre  le naturali premesse affinché ciò avvenga. E’ evidente che un delitto commesso su una nave italiana in acque internazionali è competenza della nostra magistratura. Evidentemente fu un grave errore far rientrare la nave italiana nel porto indiano.

Riteniamo che per  porre soluzione all’insieme di errori e di errate  interpretazioni bisogna agire di conseguenza. Se l’Italia ritiene di dover perseguire i due fucilieri di marina, deve essere parte attiva, nel solo modo legalmente rilevante. Non sappiamo se esiste un fascicolo sulla morte dei due pescatori indiani presso la Procura della Repubblica competente, che dovrebbe essere quella di Roma, ma aprendosi il fascicolo il Ministero di Grazia e Giustizia, tramite gli Esteri, deve richiede l’estradizione dei due possibili colpevoli. Rivendicando la questione di competenza territoriale, eventualmente anche in sedi internazionali.

Questo è un discorso serio e legale che toglierebbe ogni alibi al governo indiano e porterebbe in Italia, senza sotterfugi, i due militari, che vanno certamente sottoposti ad azione della magistratura  italiana, come qualunque altro cittadino italiano sospettato di un delitto. Anche perché due esseri umani hanno perso la vita ed è moralmente doveroso far conoscere la verità agli eredi ed al mondo intero. Cosa che i due governi, con una sorte di rimpiattino, non hanno per ora consentito.

Se si agisce in modo coerente, potremmo far ricordare al mondo che noi siamo (stati) la patria del diritto, oppure, altrimenti, come sarcasticamente chiosava Salvemini: “del diritto e del rovescio”.

Autore: admin

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