Francesco NICOLOSI FAZIO- Dove la cultura è in conto (dal romanzo di M.Doria, “Il conto delle lune”, di scena a Catania.Cort.Platamone)

 

 

 

Teatro    Lo spettatore accorto

 

 

DOVE LA CULTURA E’ IN CONTO

“Il conto delle lune” Tratto dall’omonimo romanzo di Marina Doria.

Regia Camillo Mascolino   Con: Egle Doria ed Emanuele Puglia.   Scene Federica Buscemi

Produzione: Etna ‘ngeniousa – XXI Scena- Al Cortile Platamone, per l’Assessorato ai Saperi del Comune di Catania.

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Nella bellissima scena del film “Il manoscritto del principe” gocce di sangue del Lampedusa cadono sul foglio. Ci piace pensare che proprio dal suo sangue sgorgassero le struggenti righe. Dal DNA, la memoria, che diventa letteratura. Dalla letteratura si passa al cinema, al teatro. Questo è il caso oggi in esame: dal patrimonio familiare letterario di Egle, si va in scena.

Spinta dalla padrona della miniera (possidente antenata dell’autrice) Mimì fugge verso il futuro, travestita da ragazzo. Nel suo tragitto, verso il mare e l’America, cresce nella sua identità e nella sua volontà di affermazione. Il suo crescere è come quello della Luna, che le fa da diario e compagnia. Un “conto” che in siciliano si traduce anche con rac-conto. Bella metafora della condizione umana e del riscatto di un’umanità dolente, che lo è ancor di più se è al femminile. La riduzione teatrale esalta la vicenda tratta dal romanzo, con una resa scenica essenziale e divertente. Una leggerezza profonda che fa superare, di slancio, il dolore e la sofferenza, ma anche le epoche, rendendo attuale una vicenda di oltre un secolo fa.

Tautologico affermare che i due attori sono bravissimi. Splendido Emanuele Puglia, che in modo moderno interpreta più ruoli, dal caporale al cantastorie, con una fresca lettura del registro tradizionale, anche grazie alla bella voce tenorile, che reinventa brani della cultura musicale siciliana. Pertinente, forte e sagace Egle Doria, anche lei in più  ruoli, una donna che da tempo vediamo riempire il suo carniere artistico di tutte  le più ambite prede del recitativo teatrale: un’attrice completa. Un’artista che porta con coerenza un impegno professionale segno di maturità, un impegno non dimentico della irrisolta questione femminile.

Questa sera, merito anche dello splendido cortile del Castello Ursino, ci siamo proprio divertiti.

Gli eventi, accaduti in questa stanca estate, ci fanno intravedere la vicenda rappresentata anche come un “Cammino della speranza”. Come il film di Germi, dove i minatori clandestini, diretti in Francia, eravamo noi siciliani. Forse un lavoro così ben fatto come questo “Conto delle lune” meriterebbe una chance europea, un tragitto che dovrebbe portare magari a Parigi, capitale dell’unica nazione che ancora crede nella cultura,

Lasciare questa triste “zolfara” siciliana, “….dove il Diavolo ha eletto il suo misterioso domicilio” (nota di sala) e dove la cultura non “conta” nulla.

Non è un sogno, è  quasi un dovere.

Autore: admin

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