Castello Ursino Catania- “Il conto delle lune” di M. Doria ((6 settembre)

 

 

Estate teatrale

 

 

IL CONTO DELLE LUNE

Al Castello Ursino di  Catania- Prod. 21a Scena- Dal romanzo di Marina Doria

 

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Sabato 6 Settembre 2014 alle ore 21 al Castello Ursino per la Rassegna  Estate in Città Happy Catania   promossa dall’Assessorato ai Saperi e alla Bellezza Condivisa e Turismo del Comune di Catania andrà in scena “Il conto delle lune”,  con Egle Doria ed Emanuele Puglia. Regia  di Camillo Mascolino.Scene di  Federica Buscemi. Produzione Etna ‘Ngeniousa – XXI in Scena.

Tratta dall’omonimo romanzo di Marina Doria, la pièce teatrale è uno spaccato della Sicilia patriarcale, agricola e mineraria di fine ‘8oo e narra la vicenda di Mimì, una “carusa” di Cianciana che, per sfuggire all’infame lavoro in zolfara e ai pregiudizi legati alla sua condizione sociale e di donna  scappa, travestita da uomo ed intraprende  il cammino alla volta di Catania, per poi imbarcarsi avendo come meta ultima l’America.

Il viaggio diventa, così, una metafora della trasformazione della condizione femminile che, attraverso la descrizione d’un fantastico cosmo, passa dal buio della miniera alla luce d’un nuovo sole.

Un viaggio alla ricerca della libertà per comprendere … i sentieri infiniti della vita.

Attraverso le vicende di Mimì, si  racconta  una Sicilia  assuefatta al dolore,  che continua tuttavia  a cercare una possibilità di riscatto. Un  conto di  donne che tracciano i primi passi verso l’emancipazione,  e di  uomini  che con una canzone in gola ed un sorriso malinconico sfidano il senso di rassegnazione e la paura della morte.

Rivivono attraverso l’utilizzo di pochi, semplici “elementi di scena”, per l’interpretazione di Egle Doria, la proprietaria delle zolfare forte e piena di rimorsi, la locandiera rassegnata e
briosa e, ovviamente, la stessa Mimì dapprima succube del suo destino poi,via via, sempre più consapevole e intraprendente. Dal canto suo, Emanuele Puglia fa da contraltare maschile alle vicende di Mimì proponendo il vinto custode della zolfara, il dolente padre di Mimì, un rude brigante, un bonario carrettiere e il furbo e simpatico cantastorie che accompagnerà la “carusa” nell’ultimo tratto del suo cammino.

Il tutto condito dai colori a
tinte forti, dalla poesia struggente, dalle note intrise di malinconia e ironia tipiche dei canti della nostra tradizione siciliana alcuni dei quali scandiscono (eseguiti dal vivo) le tappe del coraggioso percorso di Mimì verso l’anelata libertà.

La messa in scena di Camillo Mascolino, veste i colori e la magia della poesia con grande originalità.

L’allestimento scenografico di Federica Buscemi traccia le tappe del viaggio di Mimì, in un gioco di luci ed ombre che evidenzia luoghi ed emozioni diverse attraverso elementi scenici essenziali.

E per dirla con De Maupassant “Se il diavolo abita un vasto paese sotterraneo, in cui fa bollire i dannati, è in Sicilia che ha eletto il suo misterioso domicilio”.

Autore: admin

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