Francesco NICOLOSI FAZIO- Un appello: l’utopia contro la follia (la “Piazza delle tre culture”)

 

 

 

Un appello


 

L’UTOPIA CONTRO LA FOLLIA

Le nostre pubblicazioni

La “Piazza delle tre culture”

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“Possiamo cambiare la storia, non possiamo cambiare la geografia”. Parlando della sua nazione lo storico e geografo zarista Vernadskij enunciava tauutologicamente una definizione politica sempre attuale. Per ragioni diametralmente opposte il concetto dello scienziato russo ben  si adegua alla nostra terra di Sicilia. Per millenni la nostra isola è luogo di sbarchi: di eserciti, di popoli, di clandestini, e sempre lo sarà. Impossibile cambiare la nostra “disponibilità” geografica, che nei millenni si è tramutata sempre in una vera e propria accoglienza. Le vicende terribili di questa triste estate, ingigantiscono la grande umanità del popolo siciliano che, con Lampedusa in testa, ha dato prova di una solidarietà degna del Nobel per la pace.

Da qualche anno, sommessamente, porto in cuore un sogno per la nostra Sicilia ed in particolare per la nostra città: “La Piazza delle tre culture”. Un luogo dove potrebbero convivere le tre grandi religioni monoteistiche che si affacciano sul Mediterraneo, con la Trinacria al centro. Credo che l’unico luogo al mondo dove potrebbe realizzarsi questo sogno è la Sicilia, e Catania credo che sia la città più aperta ed accogliente dell’intera isola.

Certo si tratta di Utopia pura, immaginare un luogo che accolga una sinagoga, una chiesa ed una moschea, contemporaneamente. Inoltre,nello stesso ambito,  potrebbero anche collocarsi tre rispettivi Istituti di Cultura. Il sogno è sintetizzato in un segno progettuale. Ma non è questa la sede né il tempo opportuni.

Già sarebbe tanto che si aprisse un dibattito su una tale utopia, che probabilmente avrà realizzazione nei secoli a venire, magari altrove. Ma forse i tempi potrebbero essere più brevi, come brevissimi furono i tempi di attuazione della “Carta di Ventotene” che, sottoscritta durante l’ultima guerra, anticipò di poco più di un decennio la prima istituzione europea. Oggi come allora bisogna sognare ad  occhi aperti, per sconfiggere la violenza ed il terrore di questa guerra.

Qualche singola adesione informale all’idea è già altrettanto informalmente avvenuta. Oggi basterebbe aprire un dibattito su un tema tanto ambizioso quanto impervio, per far nascere una speranza per un futuro di pace e fratellanza, come già accaduto nella nostra Europa nel secondo dopoguerra. Questo articolo vuole essere l’inizio di un dialogo anche sul futuro della nostra terra, la Sicilia e l’Italia tutta, un futuro che solo nei termini dell’accoglienza, in ogni senso intesa, può diventare degno della sua millenaria storia.

Autore: admin

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