Alberto GRAZIOLA*- La memoria. Per Domenico Modugno (a vent’anni dalla scomparsa)

 

 

La memoria*

 

 

PER DOMENICO MODUGNO

Fotografia di Domenico Modugno

A vent’anni dalla scomparsa- Non solo musica, ma anche impegno civile

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Se pensi a Domenico Modugno pensi a “Volare”. E’ matematico. Se poi sei esperto, o comunque conosci bene la canzone di cui si parla, correggi anche il tiro e ti lanci con “Nel blu dipinto di blu”. Perché è quello il titolo corretto del brano simbolo del cantautore, nato a Polignano a Mare il 9 gennaio 1928 e scomparso il 6 agosto 1994 all’isola di Lampedusa. Vent’anni oggi dalla sua morte. Più di ottanta dalla sua nascita. Decenni da quando le canzoni che interpretava sono diventate simbolo della musica italiana, esportate anche all’estero e motivo di vanto e di orgoglio. E’ innegabile. Ad oggi, non c’è ancora un vero e proprio cantante che sia così rappresentativo della tradizione tricolare musicale oltre confine. Quel motivetto che tutti canticchiano, quelle parole che spesso sentiamo nei film o in qualche programma televisivo che ha come protagonista un italo americano. E’ la leggenda.

Nella sua carriere si possono leggere traguardi incredibili che, nel 2014, sembrano pura fantasia. Fantascienza. Ha inciso qualcosa come 230 canzoni, interpretato 38 film per il cinema e 7 per la tv, ha recitato in 13 spettacoli teatrali, condotto programmi, vinto quattro Festival di Sanremo, partecipato all’Eurovision Song Contest nel 1958 e portato a casa tre Grammy Awards.

Ha subito seguito la sua passione per l’arte, per il cinema e non si è mai tirato indietro di fronte alla grandezza del suo sogno. Anche se era faticoso, anche se non era semplice e così facile, decise di trasferirsi a Roma dopo il servizio militare e di tentare il concorso per attori al Centro Sperimentale di Cinematografia. Fu ammesso e vinse la borsa di studio come migliore allievo della sezione di recitazione. Nel 1951, tra le sue prime esperienze sul grande schermo, appare in Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo. Le sue prime canzoni sono in dialetto pugliese e siciliano e raccontano figure di uomini comuni e storie disperate, dai minatori e pescatori ai cavalli diventati ciechi e spinti a morire nel sole rovente dopo il buio delle miniere. Poi, qualche anno dopo, arriva il momento che avrebbe rivoluzionato la sua carriera intera.

Sanremo e Nel blu dipinto di blu. Vince il primo premio e rivoluzionò la canzone italiana con un vero e proprio boom della vendita discografica. Il brano fu tradotto in tutte le lingue, fu in cima alle classifiche di tutto il mondo, anche in America del Nord, in cui si vendettero milioni e milioni di copie tanto che nel 1958 l’industria discografica americana gli consegnò l’Oscar del disco e gli conferì i Grammy Awards accennati prima. L’America era letteralmente impazzita per lui, gli furono offerte anche le chiavi di Washington e la stella di sceriffo di Atlantic City. Per mesi Broadway e le stazioni radio suonarono le originali note di “Nel blu dipinto di blu”. Lui divenne per tutti “Mr Volare”.

Dopo il successo non snobba Sanremo ma ci torna. E vince ancora, nel 1959 con “Piove” (Ciao, ciao bambina) e nel 1960 il secondo posto con la canzone “Libero”. Due anni dopo, nel 1962 rivinse il primo premio al Festival di Sanremo con la canzone “Addio…, Addio…” cui seguirono “Giovane amore” e “Stasera pago io”. Nel 1964 vince il Festival di Napoli con “Tu si’ ‘na cosa grande”. Nel ’66 è ancora la volta della vittoria di Sanremo con “Dio, come ti amo”.

Negli anni a seguire si dedicò anche al cinema e agli sceneggiati, riuscendo ad ottenere riscontro in entrambi i settori. Non si fa mancare nemmeno l’impegno civile e politico: si iscrisse al Partito Radicale e divenne deputato nelle liste radicali il 15 giugno 1987 nella circoscrizione di Torino Novara Vercelli. Fu molto attivo nella battaglie civili, soprattutto a difesa dei più deboli. Nel 1989 si batté contro le condizioni disumane dei pazienti dell’ospedale psichiatrico di Agrigento con un concerto in loro favore “Concerto per non dimenticare”. Nel 1991 fu nuovamente colpito dalla malattia ma, con tutte le sue forze, si impegno nella realizzazione di un disco insieme al figlio Massimo. Si chiamava Delfini. Venne inciso nel 1993. L’anno seguente, proprio quel 6 agosto 1994, Domenico Modugno – il Mr Volare- colui che ha davvero spiccato le ali per il mondo, portando con sé gli italiani sognanti, chiudeva per sempre gli occhi, nella sua casa all’Isola di Lampedusa.

Di fronte a lui, il mare. E un futuro pronto a ricordarlo per sempre. (*soundblog.it)

Autore: admin

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