Domenico GALLO*- Berluisconide: Assolto da cosa?

 

Berlusconide*


 

ASSOLTO DA COSA?

Mentre le sue responsabilità politiche pesano ancora

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Per capire le ragioni che hanno por­tato la Corte d’appello di Milano a ribal­tare la con­danna inflitta a Ber­lu­sconi dal Tri­bu­nale di Milano occor­rerà atten­dere la moti­va­zione della sen­tenza. Però è impor­tante met­tere in chiaro subito che la deci­sione della Corte non si fonda su un ribal­ta­mento dei fatti e non eso­nera Ber­lu­sconi dalla respon­sa­bi­lità poli­tica e morale per le con­se­guenze dei suoi com­por­ta­menti spericolati.

L’assoluzione di Ber­lu­sconi nasce da una diversa inter­pre­ta­zione della valenza cri­mi­nale dei mede­simi fatti accer­tati dal Tri­bu­nale di Milano attra­verso una lunga e arti­co­lata istrut­to­ria dibat­ti­men­tale. La sen­tenza non smen­ti­sce che egli abbia tele­fo­nato ai fun­zio­nari della Que­stura di Milano, abu­sando della sua qua­lità di pre­si­dente del Con­si­glio, imbro­glian­doli con la men­zo­gna della nipote di Muba­rak per otte­nere il rila­scio della mino­renne, pro­ta­go­ni­sta delle notti di Arcore, né che egli sia riu­scito a fare affi­dare la ragazza ad una con­si­gliera regio­nale, impli­cata nel sistema pro­sti­tu­tivo di Arcore, anzi­ché ad una comu­nità di acco­glienza come dispo­sto dal giu­dice tutelare.

I giu­dici d’appello hanno diver­sa­mente qua­li­fi­cato tale com­por­ta­mento repu­tando — evi­den­te­mente — che non rag­giun­gesse la soglia della costri­zione. Secondo la Corte d’appello, Ber­lu­sconi si è limi­tato ad imbro­gliare i fun­zio­nari della Que­stura, rac­con­tando balle, senza inte­grare gli estremi di un fatto-reato puni­bile. Di qui la for­mula: per­ché il fatto (la concussione-costrizione) non sus­si­ste.
Quanto all’assoluzione dal reato di pro­sti­tu­zione mino­rile, la for­mula: per­ché il fatto non costi­tui­sce reato, dimo­stra che i giu­dici hanno escluso l’elemento sog­get­tivo, ferma restando la pro­sti­tu­zione della mino­renne. In altre parole, i giu­dici non hanno rite­nuto pro­vato, al di là di ogni ragio­ne­vole dub­bio, che Ber­lu­sconi fosse con­sa­pe­vole della minore età della ragazza.

Spet­terà alla Cas­sa­zione dire la parola finale sull’interpretazione di que­ste con­dotte alla luce del diritto penale. Tut­ta­via tali con­dotte sono state frutto di un accer­ta­mento giu­di­zia­rio che non può essere revo­cato in dub­bio. Se la Corte d’appello lo ha assolto dalla respon­sa­bi­lità penale, cer­ta­mente non lo ha assolto dai suoi stessi com­por­ta­menti, che non pos­sono essere archi­viati e devono rima­nere sot­to­po­sti al giu­di­zio del pub­blico. Trat­tan­dosi di un uomo poli­tico con respon­sa­bi­lità di governo, vale sem­pre il canone che le pub­bli­che fun­zioni devono essere eser­ci­tate con disci­plina e con onore, come pre­scrive l’art. 54 della Costi­tu­zione. La sen­tenza della Corte mila­nese — se con­fer­mata dalla Cas­sa­zione — can­cella il reato, non il diso­nore per com­por­ta­menti ver­go­gnosi da parte di un pub­blico ufficiale. (*Articolo21)

Autore: admin

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