G. Zap.- Un amore o forse no (“Non so ancora”, un film di F.Sargentini, con D.Finocchiaro e G.Brogi)

Locandina Non lo so ancora

 

 

Cinema     Il film della settimana*

 

 

 

UN AMORE, O FORSE NO

 

“Non lo so ancora”, un film di Fabiana Sargentini (sceneggiato con Morando Morandini)

 

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Giulia, quarantenne, ha raggiunto l’ospedale di Levanto per sottoporsi a esami ginecologici in base ai quali si deciderà se è incinta oppure se è affetta da menopausa precoce. Ettore, ottantenne, che è affetto da una tosse insistente, quasi la investe uscendo dallo stesso ospedale. Scoperta l’impossibilità di prendere un treno per il ritorno a causa di uno sciopero i due trascorrono l’intera giornata insieme, un arco di tempo che cambierà il loro modo di guardare al futuro.
Fabiana Sargentini, ottima documentarista, esordisce nel lungometraggio di finzione con una storia che non ha il suo pregio maggiore nel plot di base, che ci propone l’incontro tra due persone di età diversa, entrambe turbate nell’intimo da incertezze esistenziali. In questo stesso anno, tanto per fare un esempio, abbiamo assistito a un altro esordio alla regia (quello di Valeria Golino con Miele) che si muoveva, anche se con motivazioni diverse, su coordinate analoghe. L’interesse sta piuttosto su come questo ‘breve incontro’ viene sviluppato (e nello specifico si sente l’amore per questa terra di Morando Morandini, che ha collaborato al soggetto e alla sceneggiatura) e, soprattutto, sul confronto tra due generazioni di attori.

 

Se in Miele erano Jasmine TrincaCarlo Cecchi a interagire qui vengono messi in gioco Donatella Finocchiaro e Giulio Brogi. Si tratta di due scuole di recitazione differenti ma che, proprio in quanto tali, offrono un’adesione ai personaggi del tutto insolita ed efficace. Il modo di vedere il mondo di Giulia e di Ettore è inevitabilmente diverso e i due attori ce lo fanno sentire nelle pause, nei sorrisi e talvolta nello smarrimento dei volti. Sargentini decide di utilizzare come cifra stilistica distintiva degli acquerelli di Luca Padroni che hanno la duplice funzione di fermare l’azione e di suggerirne la sospensione nel tempo (in attesa nelle vite di entrambi) e nello spazio (la splendida ma intima Levanto). Cantava Toquihno: “Continuiamo a suonare, lavorare in città/noi che abbiamo un po’ paura, ma la paura passerà./Siamo tutti in ballo siamo sul più bello/in un acquerello che scolorirà.” L’acquerello delle vite dei due protagonisti in questo film invece prende vivacità e colori proprio dal loro incontrarsi, dagli involontari equivoci, da una quotidianità che, per poche ore, muta di segno aprendo uno sguardo nuovo sul domani. (*mymovies)

Autore: admin

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